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Convegno sulla lotta a mafia e corruzione

Convegno sulla lotta a mafia e corruzione

L’associazione “Ho in mente Modena” si concentrerà sugli strumenti per limitare le infilitrazioni

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A Modena si continua a parlare di legalità, mafia e corruzione anche e soprattutto dopo la consapevolezza che il territorio è a rischio come conferma l’inchiesta “Aemilia”, che ha portato al proliferare di incontri e convegni. A farlo stavolta sarà “Ho In Mente Modena”, il 7 luglio, alle 21, alla Camera di Commercio. Si tratta del primo incontro organizzato dall’associazione, nata il 19 aprile che conta ad oggi più di 300 iscritti, che si prefigge come obiettivo quello di contribuire alla crescita sociale ed economica del territorio modenese. E il primo tema che “Ho In Mente Modena” vuole affrontare è proprio quello della legalità, tema che si rifà ai recenti fatti che hanno coinvolto tutta la provincia.

Perché si parla di mafia e corruzione? «Perché l’informazione, la consapevolezza e l’attenzione della società sono strumenti forti, con i quali si può combattere la mafia - spiega Enza Rando, legale di Libera - La mafia agiste nell’ombra, non ama i riflettori. I dati in nostro possesso lo dimostrano. Sensibilizzare la società civile, renderla consapevole e in grado di essere un presidio può costruire un argine alle infiltrazioni mafiose, che altrimenti, trovano terreno fertile e aumentano ulteriormente la loro penetrazione».

Infiltrazioni dalle quali il nostro territorio non è esente e i fatti lo dimostrano. «La mafia di oggi non è quella della lupara, la mafia di oggi gira con la Ferrari e si siede ai tavoli con professionisti di ogni genere per negoziare», continua Enza Rando. Si deve quindi ragionare sui cambiamenti avvenuti negli ultimo decenni, che dimostrano come la mafia sia ben radicata al nord, grazie anche al denaro. «Oggi i soggetti mafiosi e collusi, non intimidiscono più le persone, le comprano, le pagano per non fare il loro dovere - continua il legale - vengono in contatto con poteri deviati, soggetti delle forze dell’ordine e uomini d’affari. Ma attraverso una corretta conoscenza degli strumenti della nostra legislazione alcuni problemi possono essere arginati».

E sarà proprio questo il tema su cui discuterà l’associazione: mettere a conoscenza i cittadini degli strumenti, tra cui le interdittive. «Il termine oggi non ha un significato connotato mentre, soprattutto nel territorio del cratere del terremoto, grazie a questo sistema si è impedito che società legate alla mafia potessero aggiudicarsi i lavori di ricostruzione non solo nel pubblico ma anche nel privato», spiega Alberto Della Fontana, presidente dell’associazione.

Beatrice Ferrari

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