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Fascia ferroviaria, spariti i binari Ora i progetti contro il degrado

di Davide Berti
Fascia ferroviaria, spariti i binari Ora i progetti contro il degrado

La “diagonale” lunga chilometri nell’idea del Comune prevede piste ciclabili e ampi spazi verdi Tutto deve passare da nuovi finanziamenti e dalla progettazione del nuovo Psc, già in ritardo

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Una landa desolata, sotto il sole cocente col caldo che rimbalzava sulle pietre della massicciata. A guardarli da fuori i chilometri lasciati liberi dallo spostamento della linea storica della ferrovia sembra che facciano da sfondo ad una delle scene più belle di “Stand by Me”, dove quattro ragazzi camminano lungo i binari dello stato dell’Oregon. Qui, però, siamo a Modena, anche se non si vede. Il treno non c’è, i binari li hanno tolti quasi tutti, restano solo i sassi e lo sporco, qua e là, primo sintomo del degrado. I bambini ci sono, ma fugaci, passano alla spicciolata nell’unico varco davvero transitabile a piedi: per mano alla mamma con le borse della spesa, in sella alla bicicletta per evitare la fatica del cavalcavia della Madonnina. Il sentiero, su pezzi di cemento che portano il marchio Fs, è all’altezza del curvone di via Emilio Po: a destra, guardando la Ghirlandina, la zona artigiana di via Cabassi; a sinistra via Tabacchi, che porta appunto alla Madonnina bypassando via Emilia Ovest. Succede così, tutti i giorni, da qualche mese. Di giorno una via privilegiata, si fa per dire, per risparmiare tempo e metri di strada, di notte rifugio di chi si nasconde, terra di nessuno. Per quanto tempo? Sarà così per diversi mesi, se non anni.

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L’IDEA DEL COMUNE

Cosa dice il progetto di riqualificazione? Al posto delle rotaie un percorso riservato a pedoni, ciclisti e mezzi pubblici con soluzioni tecniche che consentano di realizzare un vero e proprio parco lineare e che siano nello stesso tempo “efficaci per la mobilità cittadina, ambientalmente sostenibili e concretamente realizzabili”, lasciando alle automobili solo lo spazio per alcuni puntuali attraversamenti.

Lo studio di fattibilità verrà sviluppato in relazione al contesto più complessivo della città con l’obiettivo di proporre soluzioni innovative dell'abitare e per riqualificare parti urbane assai diverse tra loro e cariche di infrastrutture e servizi. Gli approfondimenti tecnici, infatti, hanno come scenario la prospettiva del nuovo Piano strutturale comunale (Psc) e una tempistica che deve tener conto dei lavori di dismissione della linea a cura di Rete Ferroviaria Italiana che dovrebbero concludersi in estate. Appunto. Ormai ci siamo. In un primo tempo sembrava che la data per la riconsegna dell’area al Comune fosse il 30 giugno, in realtà così non è stato. Le Ferrovie hanno ormai terminato. Ora sta al Comune dare una svolta decisa ai tempi.

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LE CONNESSIONI

A inizio percorso, nell’area di viale Montecuccoli, in coincidenza con lo sdoppiamento tra vecchio e nuovo tratto ferroviario, verrà realizzata una rotatoria stradale, già in fase di progettazione (tra le vie Cesari, Paolucci e Breda), che consentirà di raggiungere direttamente la zona del cimitero di San Cataldo e, da qui, l’ingresso in tangenziale. Verso l’area del cimitero sarà realizzato anche un collegamento ciclopedonale che consentirà di riutilizzare l’accesso storico del cimitero. In corrispondenza della Madonnina si approfondiranno le questioni legate alla regolazione dei flussi veicolari prevedendo, comunque, il mantenimento del traffico stradale sul cavalcavia esistente e ipotizzando una “ricucitura” solo ciclopedonale con il tracciato storico della via Emilia. Grazie al nuovo percorso ciclopedonale della diagonale, è possibile realizzare con minimi interventi di collegamento almeno tre percorsi ciclopedonali ad anello, tutti collegati tra di loro, per complessivamente una vetrina di chilometri.

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LA FATTIBILITÀ

Nello studio di fattibilità in corso di definizione non si terrà conto solo dei 12 metri di larghezza della diagonale, ma saranno valutate anche le destinazioni di alcune aree di proprietà comunale adiacenti all’asse interessato, così come alcune aree oggetto di progetti di trasformazione oppure destinate ad attrezzature pubbliche. Nella realizzazione del parco lineare, inoltre, verrà posta particolare attenzione all’interconnessione con l’area del cimitero di San Cataldo e con quella del polo scolastico di via da Vinci.

COSA DICE MUZZARELLI

Sulla missione di quell’area il sindaco si era già espresso: «Si tratta di una diagonale in cui tre di questi dieci chilometri sono nel cuore della città e ci offrono l’opportunità di realizzare un intervento di riqualificazione urbana partendo dalle esigenze della mobilità e comprendendo anche alcune aree adiacenti al tracciato per garantire un equilibrio tra la mobilità e gli insediamenti”, aggiunge il sindaco sottolineando che la priorità è la salvaguardia del percorso protetto, senza escludere alcuni limitati interventi di ‘ricucitura’ sulle connessioni stradali tra le diverse aree urbane, ma prima di fare partire le ruspe mettiamo in moto i cervelli e confrontiamoci con la città. Il progetto relativo alla diagonale – aggiunge il sindaco – dovrà tener conto anche delle opportunità di connessione con la rete ciclabile già esistente e i mezzi pubblici che utilizzeranno il percorso protetto dovranno avere la possibilità di entrare e uscire da quel tracciato senza vincoli di rotaie o cavi, in modo da sfruttare a pieno tutte le potenzialità del nuovo asse urbano e assicurare la massima permeabilità».

MOLTI DUBBI

I problemi sono di diversa natura: i tempi, i modi, i soldi e, soprattutto, la strategia.

I tempi, purtroppo, sono più lunghi di quello che si poteva immaginare in un primo momento. Come arrivare alla scelta definitiva, visto il percorso iniziato nei quartieri, non è ancora chiaro: c’è lo studio di fattibilità del Comune, ci sono idee chiare sulle interconnessioni con la viabilità già esistente, ma la riqualificazione urbana è qualcosa di molto più complesso. I finanziamenti sono il problema principale: riqualificare con ciclabile e verde non significa colate di cemento accanto a due alberi, significa mettere a disposizione risorse a sei zeri per creare questo nuovo spazio e soprattutto per mantenerlo. Sulla strategia è tutto racchiuso in tre lettere: Psc. Il nuovo Psc. E su questo il Comune è in grave ritardo.

@dvdberti

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