La prima udienza verso Milano o Firenze
In Emilia manca l’aula bunker per ospitare gli indagati. I 5 Stelle interrogano, il ministro glissa
Dove effettuare l’udienza preliminare dell’inchiesta Aemilia? Le aule bunker dei tribunali emiliani non sono adeguate ed in grado di ospitare oltre 350 persone tra indagati e avvocati difensori. Si è parlato di attrezzare un padiglione della fiera di Bologna, ma a poco più di due mesi dall’udienza ancora non vi è certezza. Potrebbe quindi tenersi a Firenze o a Milano, proprio dove il procuratore capo di Bologna, Alfonso, opererà a breve come nuovo procuratore generale, la maxi udienza che durerà da uno a tre mesi. Adeguare un’aula a Bologna costerebbe soldi e tempo: considerata la deadline di gennaio, quando scadranno i termini della custodie cautelari, non si può indugiare. Se il presidente del tribunale Francesco Scutellari aveva già avvertito sui rischi di immagine nel caso l’udienza si tenesse fuori Bologna, dunque, sembra che alternative non ce ne siano. «L’ipotesi fiera - taglia corto il procuratore - costerebbe 100mila euro solo di affitti (andrebbero aggiunte le spese per gli impianti delle videoconferenze alla luce dei 41bis da sentire) e bisognerebbe ritagliare uno spazio di 1.500 metri quadrati su 10mila per ricavare uno spazio adeguato».
Intanto i deputati Vittorio Ferraresi e Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle hanno interrogato il ministero della Giustizia, Andrea Orlando. «Cosa pensate di fare per l’aula bunker?», hanno domandato.
Il ministro ha fornito una risposta interlocutoria. «Sono state avviate attività di interlocuzione per trovare i locali più adeguati e sono già stati svolti diversi sopralluoghi per la verifica delle soluzioni possibili. Abbiamo richiesto ausilio al personale tecnico, la situazione è monitorata e continueremo a farlo».
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