Non c’è pace per il Carani Spunta anche l’amianto
Il teatro, chiuso per ripetuti crolli, è censito tra gli edifici che occorre bonificare Eternit anche ai magazzini comunali di via Pia e all’ex ospedale in centro storico
Era già stato segnalato alcuni anni fa, ma ai più forse era ormai passato di mente: il teatro Carani ha un problema di amianto. È arrivato puntuale a ricordarlo, nel momento più buio della sala cittadina, già chiusa da ottobre 2014 a causa di un crollo e transennata quindici giorni fa a causa di un altro, il censimento regionale degli edifici pubblici o privati aperti al pubblico con presenza di amianto. Si parla solo degli edifici che si trovano in zone densamente abitate, principalmente centri cittadini, e solo di quelli su cui non sono state avviate bonifiche definitive. A Sassuolo ce ne sono tre: gli altri, non irrilevanti, sono i magazzini comunali di via Pia, struttura al momento sotto-utilizzata anche dal Comune e comunque nell'elenco delle prossime alienazioni; l'ex ospedale di Sassuolo, grande complesso proprio nel centro della città, rimasto inutilizzato quando è nato l'ospedale di Rometta, con un futuro tutto da stabilire. Come da stabilire è il futuro del Carani, già complicato per la rissa fra Comune e proprietà sulle competenze per quanto riguarda le manutenzioni. Ma in più c'è anche l'amianto, elemento che non si può considerare marginale, soprattutto vista la classe di priorità e il punteggio assegnato al teatro: classe seconda, oltre mille punti, uno dei dati più elevati dell'intero elenco. Elenco che fra l'altro, dalla precedente stesura, che conteneva 1198 siti, ne indica ora soltanto 353: quelli cancellati, lo sono perchè nel frattempo (nel giro di dieci anni) sono stati sottoposti a bonifica totale, che significa rimozione dell'amianto. Quelli ancora presenti includono anche gli edifici dove sono stati effettuati parziali lavori di messa in sicurezza e incapsulamento. E in quel caso la classe di priorità sarà bassa; poi ci sono quelli dove non è stato fatto ancora niente, con classe di priorità alta e il Carani, in classe 2, è fra questi, come anche l'ex ospedale (ma non i magazzini comunali, in classe 4). Se già era difficile stabilire chi dovesse occuparsi di riparare il controsoffitto, eliminare le infiltrazioni del tetto e risolvere i numerosi problemi interni, dalla mancanza della certificazione sismica alla sistemazione del lampadario e del traliccio, sarà ancora più difficile stabilire chi e quando dovrà occuparsi di rimuovere l'amianto da quel tetto che forse conviene sostituire del tutto anziché rattoppare. Solo un accordo di lunga durata a questo punto sembra garantire un futuro al teatro Carani.
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