Gazzetta di Modena

Modena

Polizia Provinciale a un passo dalla fine

di Stefano Luppi
Polizia Provinciale a un passo dalla fine

Pe gli agenti lo spettro della mobilità o il passaggio alla Municipale: «Chi si occuperà dei reati ambientali nel modenese?»

3 MINUTI DI LETTURA





«Vogliamo vedere dei cinghiali in giro per le città?». Fabio Leonelli, responsabile della polizia provinciale e dell'ufficio faunistico della Provincia, in via di dismissione caotica come si sa, scherza, ma non troppo ricordando che il governo starebbe per cancellare il corpo delle guardie di polizia provinciale che hanno compiti di controllo in ambito ambientale e soprattutto nei delicati campi di caccia e pesca.

In tutto, a Modena parliamo di 17 agenti che in regione diventano 200 e a livello nazionale superano quota 2500.

Si tratta forse dei dipendenti pubblici più a rischio, tanto che nei giorni scorsi a Roma hanno protestato contro l'abolizione del servizio contenuto nell'articolo 5 del decreto sugli enti locali in discussione alle Camere a Roma. E proprio nella capitale, al Senato, è previsto per oggi la conferenza «Polizie provinciali e tutela del territorio. Scioglimento è regalo a bracconieri e inquinatori" che farà il punto sulla situazione con il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria, quello di Adusbef Elio Lannutti e altri.

Del resto è arrivato agli agenti il sostegno anche di quindici tra le maggiori associazioni ambientaliste riconosciute tra cui Fiab, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF.

«I 17 agenti modenesi - continua Leonelli - operano fino alla fine del 2016, ma speriamo che nel frattempo la Regione intervenga con una legge locale, potendolo fare, o si attivi presso il governo. Ci preoccupa non solo l'aspetto occupazionale e il controllo ambientale che può essere svolto anche da altri corpi che anzi si potrebbero riunire, ma soprattutto i controlli faunistico- venatori nelle centinaia di ettari della nostra provincia. Questo è un ruolo specifico che altri non svolgono».

Anche in questo caso, dunque, in Italia si fanno le cose a metà: si abolisce un ruolo ma non trasmettono ad altri le competenze con il rischio di causare problemi futuri.

Lo spiega Vittorio Ballestrazzi rappresentante Rsu degli agenti e delegato Sulpl: «Lo scioglimento della polizia provinciale con la destinazione degli agenti ai ruoli della polizia municipale è davvero un problema, anche perché in ogni provincia siamo gli unici dipendenti pubblici. In questo modo, o passiamo alla Municipale oppure, se nulla cambia, dovremmo entrare in un bando di mobilità al termine del quale potremmo anche rischiare il licenziamento».

Ballestrazzi però preferisce non farne una questione unicamente legata al destino delle persone coinvolte, ma al ruolo di servizio per la collettività che verrà meno.

«Il problema però non è questo, ma le competenze che noi svolgiamo, dall'antibracconaggio al contrasto dell'inquinamento, dalla regolamentazione e controllo di caccia e pesca alla gestione del territorio. - aggiunge ancora Ballestrazzi - Nessuno svolgerà più questi compiti perché è vero che l'ufficio faunistico è destinato a passare alla Regione, ma se non passiamo anche noi quell'ente non avrà le competenze per questi incarichi. Nei ranghi di questo ufficio, infatti, ci sono soprattutto biologi e laureati in scienze. Inoltre, proprio ora che è entrata in vigore la nuova legge sugli eco-reati si toglie a noi la possibilità di occuparcene in quanto agenti di polizia giudiziaria: su questo argomento solleviamo dal lavoro le varie Procure che non hanno personale per questo controllo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google