«Chiusi altri due asili nido: serve un confronto pubblico»
«La chiusura di due nidi in città , fra mobilitazioni di contrarietà e oggettiva drastica riduzione di iscrizioni al servizio, riporta alla pubblica attenzione un tema che interessa i servizi...
«La chiusura di due nidi in città , fra mobilitazioni di contrarietà e oggettiva drastica riduzione di iscrizioni al servizio, riporta alla pubblica attenzione un tema che interessa i servizi educativi e, più in generale, il welfare dei nostri territori».
Così in una nota il commento di Tania Scacchetti e Marco Bonaccini, segretari generali, rispettivamente, di Cgil e Fp Modena. «Non è da quest'anno che chiudono sezioni o addirittura interi servizi - continuano i sindacalisti - ma sono almeno quattro o cinque anni che nell'indifferenza pressochè totale, nella nostra provincia si riducono posti negli asili nido (per contrazione della domanda) o, come accaduto anche a Modena negli ultimi anni, alcune sezioni di nido vengono trasformate in sezioni di materna». Ma il tema «non può essere affrontato solo schierandosi a favore o contro la chiusura, ma richiede una discussione che coinvolga l'intera comunità se non vogliamo che un'esperienza presa ad esempio nel resto d'Italia, si impoverisca giorno per giorno in modo irreparabile. Nei nidi e nelle scuole dell'infanzia di questa regione il cuore del progetto educativo e pedagogico è stato quello di mettere il bambino, il suo sviluppo, la sua formazione al centro. E pensiamo che questa sia stata una scelta vincente per lo sviluppo di tutta la società. Questo è il tema da cui occorre ripartire, anche quando si intravvede la necessità, ineludibile, di cambiare». Il tema su cui la Cgil chiede una discussione pubblica e trasparente, peraltro proposta dallo stesso sindaco qualche mese fa, è: come sono cambiate le esigenze delle famiglie nel nostro territorio? Come rispondiamo a queste esigenze salvaguardando il cuore del progetto pedagogico dei nostri nidi e delle nostre scuole dell'infanzia? Da cosa è determinato il calo delle iscrizioni ? Dalla crisi economica, dalla quota di compartecipazione troppo elevata? Dalla organizzazione dei servizi? Come affrontiamo l'idea del cambiamento con risorse che, a causa dei tagli agli enti locali, rischiano di essere quasi sempre in riduzione? ».
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