E nella zona di fronte i cantieri abbandonati
L’ex Mercato Bestiame è rimasto incompiuto e soltanto alcuni interventi sono andati a buon fine: gran parte del comparto è invece rimasto degradato
L’ex Mercato Bestiame – quello che negli atti ufficiali viene chiamato il “Campolungo” - è, in questa situazione, l’altra faccia della crisi.
Da una parte c’è chi oggi è pronto a costruire oltre cento appartamenti, dall’altra c’è chi ha dovuto portare via addirittura le gru dal cantiere. Solo una parte, infatti, dell’intervento dell’ex Mercato Bestiame è stata portata a termine. Il resto è degrado. La zona ha da una parte le palazzine di nuova costruzione, dall’altra una landa desolata tra topi e detriti di cantiere mezzi avviati e altri mai partiti.
Un’area per certi versi abbandonata a se stessa, dopo che la crisi ha temporaneamente – in tanti temono definitivamente – bloccato i cantieri. Così, quello che doveva diventare un quartiere modello, capace di integrare abitazioni, edifici commerciali e luoghi sociali e di aggregazione si è impantanato, trasformandosi in un paradiso per animali selvatici – e non solo.
Ora, di fronte, c’è chi ritenta la stessa impresa, a pochi metri di distanza, prima vera e grande operazione a cavallo della zona della fascia ferroviaria da quando la linea storica è stata dismessa.
Ce ne eravamo occupati proprio poche settimane fa, quando, dando notizia delle zone più degradate di Modena, avevamo notato questa sorta di contrappasso dantesco.
Lo scheletro di impalcature privo di vita, la recinzione arancioni e il terreno incolto, regno di erbacce e rifiuti. Ma anche di lepri, fagiani, bisce e topi. Proprio questi ultimi hanno iniziato ad infilarsi nei palazzi abitati.
E se è vero che l’intervento di una ditta disinfestatrice parrebbe aver risolto, almeno per il momento, il problema dei roditori nei palazzi, è altrettanto vero che, con il passare dei mesi, il problema si è allargato.
Centinaia di metri quadri di sterpaglie e rifiuti industriali, più o meno abbandonati, unitamente ai “ricordini” lasciati da avventuri vari. Poco più in là, all’altezza della “chicane”, all’imbocco di via Rubes Triva, giace un pezzo di terra abbandonato, stretto tra la strada, il retro della palazzina Pucci e il complesso delle scuole Marconi. In alcuni periodi dell’anno le sterpaglie – veri e propri cespugli, a dire il vero – sono altissime ed espanse, tanto da invadere parzialmente la carreggiata. Insomma, un quadro non certo roseo.
Nella migliore delle ipotesi, la spinta che la zona potrà ricevere da un nuovo intervento firmato Esselunga potrebbe anche rimettere in moto discorsi che dall’altra parte della strada sono stati abbandonati. Ma questa sembra purtroppo utopia.
Il vero interrogativo sarà anche solo capire quanto il mercato potrà dare all’intervento nella storica area del Consorzio Agrario. L’interesse commerciale è sensibilmente diverso, perché una superficie di vendita, anche solo per rovinare la festa a Coop, per Caprotti ha un gusto unico.
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