Ecobloks: Arpa e Sorgea scoprono reflui inquinanti
Finale. Nelle acque sostanze 10 volte oltre il limite. Timori per la formaldeide Le minoranze organizzano un presidio: «Non barattate la salute con il lavoro»
FINALE. L’azoto ammoniacale che Ecobloks scarica nelle acque pubbliche dovrebbe avere una concentrazione massima di 30 milligrammi per litro. Invece SorgeaAcqua nel suo controllo ispettivo nel discusso stabilimento di via Abbà e Motto di fine maggio - elaborato con una diffida di giugno - ne ha scoperti 49 di milligrammi. Più del 50% oltre il limite consentito. Superati anche i limiti tensioattivi, mentre i fenoli locali sono più del doppio del massimo consentito.
Poche settimane prima di SorgeaAcqua, anche Arpa ha effettuato due suoi sopralluoghi, il 21 e 24 marzo, concludendo con un rapporto del 26 maggio da “cui risultano violazioni di alcune prescrizioni autorizzative connesse allo scarico in pubblica fognatura delle acque reflue”.
Tre in particolare le violazioni; anzitutto il valore “cod” riscontrato (si tratta di un fattore che misura in tenore delle sostanze biodegradabili, in questo caso “domanda chimica di ossigeno”) era circa dieci volte oltre il massimo consentito. Così dicasi dei solfuri: dovevano essere inferiori a 2 milligrammi per litro e invece nei reflui erano di 27 milligrammi per litro, più di dieci volte oltre il limite. Stessa risposta per l’azoto ammoniacale: massimo consentito 30 milligrammi per litro, presenti 314 milligrammi per litro.
Non solo: nel sopralluogo Arpa ha riscontrato “difformità impiantistiche, rispetto alla configurazione autorizzata”. Di qui la nota diffida, in questo caso della Provincia, nei confronti della proprietà.
Poi c’è tutta la questione delle emissioni in atmosfera, che l’azienda dai suoi rilievi considera nei limiti di legge ma che preoccupano gli ambientalisti, in quanto l’azienda utilizza formaldeide per assemblare i blocchi di legno utilizzati nella costruzione dei pallets. Di formaldeide si parlava già nelle prescrizioni di un anno fa ad Ecobloks: la Provincia limitava la emissione di formaldeide in proporzione di ogni metro cubo di cubetti prodotti. Più si produce, più formaldeide esce in atmosfera. Ma oggi, con il bando della formaldeide a livello europeo (si pensi anche solo al trasferimento di uffici dell’Ausl a Sassuolo, per quantità irrisorie...) le preoccupazioni non si sono certo attenuate.
Sono questi alcuni degli ultimi spunti per il presidio, organizzato per domani mattina davanti al discusso stabilimento di Canaletto: “La salute non si baratta con il lavoro”, dice lo slogan dell’iniziativa prevista per le 10 “davanti all’inceneritore di biomasse”. Ad organizzare sono i gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Finale, con l’annunciata partecipazione del deputato dei 5 stelle Vittorio Ferraresi. La maggioranza resta invece dall’altra parte della barricata.(a.setti)
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