La Goldoni di Carpi in crisi: voci di cessione ai cinesi
Presidio a Migliarina di carpi davanti all'azienda Goldoni i cui operai sono da tre mesi senza stipendio. Si parla di possibili acquirenti, ma i sindacati sono scettici sull'operazione
CARPI. Non basta la notizia di quattro ipotetici acquirenti a placare la preoccupazione dei circa 300 lavoratori della Goldoni di Migliarina di Carpi, che ieri mattina hanno dato vita ad un presidio davanti ai cancelli della ditta, in via Canale.
La pazienza dei dipendenti è giunta al limite, messa a dura prova dopo i mancati pagamenti degli stipendi di aprile, maggio e giugno. La direzione aziendale ha infatti comunicato alla Fiom Cgil e alla Rsu l’intenzione di chiedere il concordato con continuità. Questo porta ad un ‘congelamento’ degli stipendi e i lavoratori temono che, almeno per un anno, non si vedranno accreditare i loro compensi.
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Al presidio, insieme ai dipendenti, ieri mattina c’era anche un fornitore che vanta un credito cospicuo nei confronti della Goldoni trattori, la cui posizione debitoria si è appesantita negli ultimi anni, con l’inizio della crisi.
«L’azienda ha depositato la richiesta di concordato ed ora, purtroppo, vengono bloccate tutte le spettanze. L’azienda non ci ha pagato le ultime tre mensilità – spiega Riccardo Scappi, delegato sindacale della Fiom all’interno della Goldoni – e le vedremo, forse, tra un anno o anche un anno e mezzo. La situazione è pesantissima e i debiti aziendali sono sia nei confronti dei fornitori, sia verso le banche. Ormai usiamo gli ammortizzatori sociali da 6 anni: il primo anno è stato di cassa integrazione. Poi sono seguiti 4 anni di contratti di solidarietà, e alla fine un anno di cassa integrazione. Ora, stiamo affrontando un altro anno di cassa in deroga. L’aspetto più grave è che siamo in cassa integrazione a zero ore con un blocco totale della produzione. Non possiamo più aspettare: abbiamo una famiglia da mantenere, chiediamo che ci sia una svolta che ci garantisca di ricevere i nostri stipendi».
Tra chi protesta c’è chi lavora alla Goldoni da una vita, come Stefano Losi. «Da 35 sono dipendente di quest’azienda nel reparto Montaggio trasmissioni ed è sempre andata bene, fino alla crisi del 2008 – commenta Losi – Poi, sembrava che una grande commessa in Etiopia potesse farci risollevare, ma alla fine non è andata in porto. Si fa fatica ad essere fiduciosi nel futuro, ma ci proviamo perché siamo molto legati a quest’azienda…».
Nel frattempo ieri mattina è stato annunciato un secondo presidio dei lavoratori in Comune a Modena. «Il 13 luglio alle 16 si terrà un incontro tra la proprietà, Gian Carlo Muzzarelli in qualità di presidente della Provincia, i sindaci di Carpi, di Rio Saliceto e i tecnici che hanno depositato il concordato – spiega Antonio Petrillo, della Fiom Cgil di Carpi, presente ieri mattina insieme al segretario generale della Fiom, Cesare Pizzolla – Il presidio di oggi mira ad accendere l’attenzione sulla situazione dei lavoratori e a capire se, dietro la richiesta di concordato, ci sia un progetto industriale. Voci dicono che ci siano quattro ipotetici compratori e nelle ore scorse si sono visti alcuni cinesi interessati. La cosa più importante per noi è che l’azienda riparta e si possa salvaguardare l’occupazione. Attualmente, sono 260 i lavoratori in cassa integrazione, più una ventina che stanno curando pratiche amministrative. Si parla di diversi milioni di euro di debiti verso i fornitori»,
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