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Nonantola «Scongiurato il centro rifiuti»

NONANTOLA. «Con 472 firme di adesione alla petizione online e 342 su cartaceo dal comitato Ambiente è salute, lista civica Amo Nonantola, 5 Stelle di Nonantola Ravarino e Bomporto e una raffica di...

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NONANTOLA. «Con 472 firme di adesione alla petizione online e 342 su cartaceo dal comitato Ambiente è salute, lista civica Amo Nonantola, 5 Stelle di Nonantola Ravarino e Bomporto e una raffica di osservazioni depositate dal comitato in Provincia, è stata per ora scongiurata la trasformazione dello stabilimento Sara/Inalca di Via Larga in un grande centro di stoccaggio rifiuti» spiega il comitato. «L'impianto si apprestava a diventare uno dei poli industriali di smaltimento di fanghi di depurazione e scarti di lavorazione animale a livello nazionale. Già oggi i rifiuti trattati provengono da Lombardia, Veneto, Marche e Toscana. Con l'ampliamento era previsto un incremento del 35%. Non sarebbe mancata l'acquisizione di “digestato” proveniente da impianti a biogas mentre il conferimento di frascame, ramaglie, potature e umido da cassonetti sarebbe stato dimezzato. L'impianto non è di utilità per la nostra collettività, in quanto non raccoglie l'umido prodotto dai nonantolani. La superficie cementata del piazzale davanti l’azienda sarebbe stata ampliata creando un serio problema di gestione delle acque piovane e percolati che sarebbero stati scaricati nel Cavo Dugarola. A maggio e giugno esalazioni putride provenienti da quello stabilimento hanno funestato in paese. Abbiamo diffidato Comune e Provincia a tenere in esercizio l'impianto. Al ripetersi delle esalazioni inoltreremo diffida all’autorità giudiziaria».

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