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«Sono diabetico, l’Ausl mi scarta»

«Sono diabetico, l’Ausl mi scarta»

Giovane non è ammesso al bando per operatore socio sanitario perchè non può fare i turni di notte

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«Avrò anche il diabete ma cosa c’entra questo con i turni di notte? Non ho “il fisico”? Ma se sono arbitro, dirigo le gare nel campionato ’Eccellenza e ora, pur di lavorare, faccio il fornaio, lavoro in un panificio proprio di notte... Scartarmi è stata una discriminazione». S.S, 23 anni, residente in provincia di Potenza, aspirava ad un posto di operatore socio-sanitario a Modena, ma è stato dichiarato non idoneo a svolgere turni di notte e quindi scartato dal bando di assunzione, perché diabetico.

Il giovane, che ha presentato ricorso, si è rivolto alla Federazione nazionale diabete giovanile, secondo cui il medico competente ha preso la decisione di escludere il candidato dal bando in contrasto con le analisi, gli accertamenti e il parere del medico specialista.

«La limitazione in effetti mi ha automaticamente escluso dal bando - dice il giovane diabetico - eppure sembrava tutto a posto. Partecipai alle selezioni per la graduatoria e arrivai 510°, essendo diabetico e avendo il 55% di invalidità ero in fascia protetta e quindi in dicembre mi chiamarono per le visite. Qui avevo un valore di glucosio leggermente non del tutto a posto. Il medico mi disse di stabilizzare il valore e di inviare al più presto i certificati che attestassero che i la situazione era stabilizzata mandai il tutto poi a maggio mi dissero che non c’era nulla da fare, non potevo fare i turni di notte». «Lui ha tutte le carte in regola per lavorare, di giorno o di notte - dichiara Antonio Cabras, presidente Fdg - tra l'altro svolge anche attività agonistica ad alti livelli ed ecco perché è stato già presentato un ricorso contro questa discriminante posizione del medico competente che si è dimostrata sorda ad ogni evidente confutazione scientifica. Questi episodi si ripetono ormai con impressionante frequenza nel nostro Paese, dove le persone con diabete sono considerate una categoria a rischio. Non è così e non siamo noi a dirlo, ma la comunità scientifica internazionale. Tenuto sotto controllo, il diabete non presenta alcun problema e la persona con diabete deve avere gli stessi diritti di chi non deve confrontarsi con questa patologia, ivi compresa la difesa della dignità e del lavoro».

Sulla vicenda l’Ausl non intende intervenire, un “no comment” dovuto al fatto che è in atto un ricorso.

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