Gazzetta di Modena

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Castelfranco dà un calcio al razzismo

di Enrico Vincenzi ; di Enrico Vincenzi
Castelfranco dà un calcio al razzismo

Oggi il gran finale dei “Mondiali” che hanno portato a Bosco Albergati giovani da ogni parte del mondo e tanto pubblico

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CASTELFRANCO. Questo fine settimana, Castelfranco dà un calcio al razzismo. La cittadina ospita infatti i Mondiali Antirazzisti, storica manifestazione organizzata da Uisp all'insegna dell'integrazione e della lotta alla discriminazione. La manifestazione, giunta alla diciannovesima edizione, si svolge negli spazi di Bosco Albergati e iniziata giovedì si concluderà oggi tra partite di calcio, concerti e dibattiti. «Il bilancio finale dei partecipanti e del pubblico sarà di cinque-seimila persona», commenta Federica Gagliostro, che fa da arbitro. Migliaia di persone provenienti da luoghi e situazioni anche molto diversi tra loro: «Noi siamo di Carpi - dicono alcuni - ma veniamo qui tutti gli anni da quando esiste il festival». Federica, invece, è di Torino, e partecipa alla manifestazione da nove anni: «Questa iniziativa è importante per me perché condivido appieno i suoi ideali. Il suo impatto è importante per questo territorio, e cerco di riportarne i valori e gli insegnamenti nelle mie associazioni a Torino». Abraham Yabre e Domenico Vastante vengono da Caserta: «È da cinque anni che la nostra squadra partecipa a questo progetto. Per noi si tratta di un evento molto importante per l'integrazione, perché permette a persone che vengono da tutte le parti del mondo di entrare in contatto e di collaborare giocando nella stessa squadra». «Noi veniamo dal Gambia - dicono in inglese Foday Sanneh e i suoi compagni di squadra - È la prima arriviamo a Castelfranco e ci stiamo divertendo molto». «A questa diciannovesima edizione sono presenti 168 squadre - spiega Elisabetta Taschini, organizzatrice della parte sportiva dell'evento - Spesso le squadre sono composte da persone che vivono in situazioni agli antipodi, sia per l'età che per l'estrazione sociale. Ciò che però le accomuna è la passione per lo sport e la volontà di entrare in contatto con realtà molto diverse dalla propria, ed il gioco di squadra, che non consiste solo nel calcio, permette loro di farlo. In questo modo, lo zoccolo duro dei seguaci si amalgama con i nuovi venuti, gli italiani con i migranti e gli uomini con le donne». Già, perché trattandosi di un festival che combatte le discriminazioni, anche la parità di genere è un tema di cui i Mondiali Antirazzisti tengono a sottolineare l'importanza: «L'Associazione Italiana Calciatori ha deciso di partecipare con un'associazione mista - spiega Katia Serra, Responsabile Settore Calcio Femminile Aic - perché siamo impegnati combattere le discriminazioni sia razziali che di genere. Per questo cerchiamo di sviluppare anche il calcio femminile, anche attraverso manifestazioni di questo tipo, perché il calcio è di tutti e per tutti». «Siamo onorati di ospitare, ancora una volta, i Mondiali Antirazzisti – spiega l’assessore allo sport Leonardo Pastore -. Eventi come questo costituiscono la migliore risposta nei confronti di chi, purtroppo, quotidianamente, alimenta le paure nei confronti del “diverso”».

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