Corriera bruciata, nei guai un diciottenne pavullese
Pavullo. Il giovane è stato identificato e subito denunciato, ha ammesso il gesto Era ubriaco e, insieme a un amico, ha appiccato il fuoco che poi si è propagato
PAVULLO. Sono bastati tre giorni ai carabinieri di Pavullo per venire a capo di uno degli episodi più inquietanti registrati sul territorio negli ultimi tempi: l'incendio, nella notte tra martedì e mercoledì, che ha distrutto una corriera a Sant'Antonio. Ieri è stato convocato in caserma R.R., 18enne italiano nato e cresciuto a Pavullo con piccoli precedenti per furto e assunzione di droga, che ha ammesso le responsabilità nel rogo della corriera, dichiarandosi però estraneo all'altro incendio avvenuto pochi minuti dopo al deposito di materiale di scarto della Vis Hydraulics, a pochi metri. Ha detto di essere uscito in strada insieme a un coetaneo, anche lui italiano, con cui in stato d'ubriachezza avrebbe dato vita a una sorta di gioco una volta salito sulla corriera dando fuoco ad alcuni fogli che poi, abbandonati lì, avrebbero originato l'incendio. Ha cercato di scagionare l'amico, che però (visto che ieri era fuori zona) è già stato convocato per dare la sua versione dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Fondamentale nelle indagini del Nucleo operativo l'esame di alcuni filmati, ma anche la conoscenza del soggetto denunciato. Futili motivi insomma, che hanno confermato l'ipotesi iniziale proprio all'indomani del vertice del sindaco con il prefetto, preoccupato per la possibilità di una mano criminale. Per il 18enne è scattata la denuncia in Procura: il reato ipotizzato è danneggiamento seguito da incendio, ma le indagini proseguono per chiarire anche le circostanze del rogo nella ditta. Al di là delle ammissioni, gli inquirenti sembrano propendere per la responsabilità della stessa mano, viste la vicinanza del luogo e la tempistica. «Viene confermata l'ipotesi iniziale della cosa sfuggita di mano ed è un sollievo – osserva il sindaco Romano Canovi – perché anche dall'incontro con il prefetto era emersa preoccupazione per l'ipotesi intimidatoria. Ciò non toglie che sia un fatto grave di cui il responsabile dovrà rispondere. Faccio i miei complimenti al capitano Nicola Puccinelli e a tutti i carabinieri coinvolti nelle indagini per la pronta risposta che hanno dato al territorio». «Ho passato giornate intere a chiedermi chi mi potesse minacciare e sono sollevato nel vedere l'incendio ricondotto a ragazzi» dice Augusto Zosimo Nicoletti, proprietario della corriera che fino a dicembre è stato lo scuolabus dei ragazzi di Fanano. «Rabbrividisco pensando che al posto di un mezzo dismesso poteva esserci il bus che uso ora: se me l'avessero distrutto, io dall’1 luglio sarei rimasto senza lavoro, con famiglia al seguito e penali da pagare per mancato servizio. Ecco a cosa poteva condurre la “ragazzata”. Chi l'ha compiuta, ne deve rispondere e pagare i danni».
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