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«Noi ultras divisi nei colori ma uniti nei veri valori»

«Stare insieme agli altri non è facile, perché del nostro vicino bisogna accettare sia i pregi che i difetti. Nello stare vicino, però, c'è il fattore fisico, dell'incontro, o anche scontro, che è...

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«Stare insieme agli altri non è facile, perché del nostro vicino bisogna accettare sia i pregi che i difetti. Nello stare vicino, però, c'è il fattore fisico, dell'incontro, o anche scontro, che è vero e autentico». Così parla Giusi di Ultras Bologna Antirazzista, coordinatrice, tra gli altri, dei gruppi ultras che fanno parte dei Mondiali Antirazzisti. Per lei, i Mondiali sono, insieme alle curve, «tra gli ultimi veri luoghi di aggregazione rimasti». «Noi - spiega Giusi - cerchiamo di portare in questa manifestazione i valori della curva, un luogo in cui non esistono discriminazioni. Purtroppo, a livello mediatico, risultano i fenomeni negativi, ma nella curva ci sono moltissimi esempi di persone stupende. In occasione del terremoto, per esempio, sono molti gli aiuti giunti grazie all'azione delle curve.

Vogliamo che le persone, quando escono da questa manifestazione, siano piene di valori». (e.v.)

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