Quei progetti di Modena spariti nel nulla
La riconversione del villaggio artigiano a Modena Est, la riqualificazione alla Madonnina, l’ex Amcm
MODENA. Dopo un anno di gestione del Comune da parte del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ex assessore regionale, c'è stata una svolta in campo urbanistico? Tanti esempi ci dicono di no e se proprio non si vuole bocciare "l'alunno" su questo tema non si può fare altro che rimandarlo a settembre visto che si sono perse le tracce, oltre che del nuovo Psc, anche dei megaprogetti per Modena Est e Modena Ovest.
Alcune settimane fa l'amministrazione comunale ha voluto mettere a disposizione di tutti un sito, chiamato "La città che cambia", che fa il punto sui cantieri conclusi e aperti sotto la Ghirlandina, in modo tale che tutti potessero rendersi conto del procedere dei vari cantieri. Del resto il tema urbanistico e di riqualificazione della città era uno dei cavalli di battaglia del sindaco Muzzarelli in campagna elettorale.
Ma non si muove. Ma dopo un anno di governo, guardando sul sito i "progetti conclusi 2015" possiamo annoverare appena il ripristino del parcheggio dell'ex mercato di via Menotti, la demolizione del sottopasso di Santa Caterina, lo smontaggio della tettoia del deposito filobus all'Amcm. Oltre a buoni "frutti" in centro come la pedonalizzazione di corso Duomo e di piazza Roma, dove però nel frattempo sono arrivati i "bagnanti"... Ci sono invece tanti progetti, annunciati e decisi dalla precedente giunta Pighi, che sono fermi, per non dire morti. Segno che fino ad ora l'annunciata discontinuità con il passato non si è vista. Gli esempi più eclatanti sono appunto la riconversione del Villaggio artigiano di Modena est e tutta la riqualificazione a Modena Ovest, alla Madonnina e intorno a San Cataldo dopo che la linea ferroviaria storica è stata dismessa.
"Non si sa nulla". «Di questi due progetti in particolare - spiega l'architetto modenese Matteo Agnoletto, docente universitario a Bologna - proprio non si sa più nulla. In genere, da anni, su alcune idee progettuali, si attiva la popolazione facendo anche dei tavoli com'è accaduto di recente anche per il nuovo Psc. Poi per mesi non si sente più nulla e all'improvviso arriva una decisione comunale. Sembra una strategia: sarebbe meglio, se una amministrazione vuole decidere come è suo diritto, evitare questi passaggi. Nel corso degli anni per il Villaggio artigiano c'è stato prima il coinvolgimento dell'Ordine degli architetti, poi una proposta comunale, poi l'idea dell'assessore Vandelli che parlava di bosco metropolitano per Modena Ovest. L'altra sera a Carpi il ministro Graziano Del Rio, che da giovane sindaco a Reggio fece numerosi bandi a favore di giovani architetti ed è favorevole al traffico via ferrovia, ha fatto un bel discorso a favore del territorio. Diverso da quello tenuto da un Muzzarelli in chiara difficoltà: lui, come sappiamo, è a favore della Bretella e della Cispadana, infrastrutture che così come sono nascono vecchie».
Modena Est. Che fine ha fatto dunque il recupero dei tanti capannoni di Modena Est che, complice la crisi, sono abbandonati? L'idea al Villaggio artigiano non era male: convertire i vecchi capannoni con abitazione sopra che diveniva di classe A sembrava anche sostenibile economicamente. Ma tutto si è perso nell'indeterminatezza. E a Ovest, ora che la ferrovia non c'è più? Qui si è davanti a una landa oggi desolata, ma che secondo uno studio di fattibilità dovrebbe vedere presto al posto delle rotaie un percorso riservato a pedoni, ciclisti e mezzi pubblici. Siamo ancora ai "desiderata", ma tutto sarà "immerso" in un parco lineare che prevede il transito delle auto sul cavalcavia della Madonnina. Cambiando zona non bisogna dimenticare la riqualificazione dell'ex Amcm oppure la famosa piazza tonda dell'ex Mercato bestiame della Crocetta che doveva avere al centro una gigantesca scultura di Wainer Vaccari.
Stefano Luppi
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