Viaggio dentro la stazione di Modena: qualche pregio e tanti difetti
Viaggio dentro la stazione di Modena così come può viverla un turista che arriva in città. Tanti i problemi: nei bagni delle donne, più comodi, incontri pomeridiani tra uomini e giovani studenti. Il giro delle tossicodipendenti
MODENA. Le ore più gettonate sono quelle del primo pomeriggio e non la sera come si potrebbe supporre. Il giro è una costante, gli incontri si susseguono da anni: nei bagni della stazione dei treni si consumano prestazioni sessuali con prostitute e con donne tossicodipendenti. Ci sono incontri tra uomini e incontri tra adulti e ragazzi, anche minorenni.
Sesso a pagamento. Si consuma sesso a pagamento soprattutto nel bagno delle donne, questo perché c’è un comodo water in ogni “stanzina”: nel bagno degli uomini la classica turca non offre i confort necessari. Quindi è facile vedere persone di sesso maschile entrare ed uscire dagli ingressi loro vietati. Qui è normale, accade e spesso. L’impressione è che ci siano due mondi, vicini ma paralleli: un mare di persone indaffarate che entra ed esce da treni, binari e sottopassaggi e il piccolo via vai del degrado, della sporcizia, del vizio, della droga.
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A volte i due mondi vengono a contatto: è quando un viaggiatore si avventura per necessità e si accorge, in un solo istante, della nuova dimensione in cui è entrato. C’è chi si sfoga con il giornalaio dell’edicola, chi chiama i controllori, chi telefona alle forze dell’ordine. Sono sprazzi, meteore. Poi tutto torna alla normalità, così come è normale che dorma lo straniero sotto al porticato, che vicino alla biglietteria stazionino due zingare che importunano chi deve pagare. E’ normale che i treni di notte, quelli del binario 6, vengano usati come dormitori dagli stessi bivaccatori che, all'alba, iniziano a frequentare i bagni della stazione.
"Ai limiti della decenza". «Sono qui da una decina d’anni, è il mio lavoro e non mi lamento - dice una addetta della cooperativa che, oltre alla pulizia dei bagni, ha i compiti dell’assistenza ai disabili e altri servizi vari - però qui ormai siamo ai limiti non solo della decenza. Devo temere per la mia salute. Non mi riferisco solo alle siringhe, ma ai mucchi di vestiti, roba con escrementi che lasciano negli angoli dei bagni dove si vengono a cambiare. C’è roba infetta, a volte con sangue. Le siringhe? Alcuni vengono a bucarsi nei bagni, ma il più arriva di notte, si bucano nella zona dei binari dei treni locali. Lì alla mattina troviamo tutti i resti. Raccogliamo, mettiamo in un bidone che poi viene portato via quando è pieno».
«Ma è incredibile come nessuno muova un dito, faccia qualcosa per, almeno, limitare gli incontri nei bagni. Io non sono un guardiano. Qui, quando tutto funziona, siamo in due e poi arriva un’altra persona al pomeriggio. I bagni chiudono alle 21.30 e così anche gli ascensori, pure quelli sempre più sporchi. Noi puliamo, e ripuliamo, da dopo neanche 5 minuti è tutto torma come prima».
Le mogli dei carcerati. E racconta come alla mattina presto ci sia al processione delle mogli dei carcerati che arrivano e si lavano in bagno per poi andare a trovare i loro mariti o fidanzati in carcere al Sant’Anna, poi spiega come i maghrebini prediligano i lavaggi ai piedi e i cambi di abito totali, mentre gli africani di colore, oltre al cambio di look, prediligano invece i lavaggi completi.
«Tornando agli incontri - spiega la donna - le ore del primo pomeriggio sono le più affollate. Ora meno, ma quando sono aperte le scuole, arrivano i ragazzini, in bici, con lo zainetto. Si fanno vedere qui davanti e poi si incontrano con gli adulti. Lo fanno per un po’ di soldi, Ci sono anche gli zingarelli, ma spesso sono studenti, stranieri e italiani. A volte li ho sorpresi entrare in due insieme, così come alte volte ho trovate persone svestite oppure viaggiatori che mi hanno chiamato perché aprendo si sono trovati davanti un uomo e una donna che “consumavano”.. ».
Un progetto c'è. C’è un progetto, quello di mettere i bagni a pagamento, così come avviene in altre stazioni. Ma qui si ha l’impressione che quelle stanze piene di miasmi servano da contenitori, valvole di sfogo sociali: ci vanno a lavarsi i disperati che dormono, i tossici a drogarsi, i senzatetto e i clandestini che altrimenti farebbero i loro bisogni in strada. Intanto c’è chi fa affari, tra droga e sesso, ma questa è la legge del mercato umano.
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