Balestri: «Il nostro il Mondiale più bello»
«Una manifestazione contro tutte le discriminazioni». Così Carlo Balestri di Uisp descrive i Mondiali Antirazzisti, manifestazione che si è conclusa domenica di cui è stato organizzatore. «La...
«Una manifestazione contro tutte le discriminazioni». Così Carlo Balestri di Uisp descrive i Mondiali Antirazzisti, manifestazione che si è conclusa domenica di cui è stato organizzatore. «La manifestazione è nata diciannove anni fa - racconta - contro il razzismo, ma già da allora aveva un taglio particolare, poiché coinvolgeva molte componenti diverse, dagli ultras, che i media etichettano spesso come razzisti, alle comunità di immigrati, che il razzismo invece lo subiscono. Grazie al connubio di questi elementi apparentemente opposti, nel corso degli anni siamo riusciti a creare un format vincente, in cui i Mondiali, da evento calcistico, sono diventati un evento con un'atmosfera particolare, è diventato quasi un laboratorio in cui confrontarsi». «Fino al 2008 c'è stata una crescita fortissima, e anche un grande ricambio generazionale - continua Balestri - Un grosso contributo lo ha dato il mondo proveniente dalle tifoserie, che è tutt'ora presente. Purtroppo, in seguito, abbiamo risentito un po' dei problemi relativi al mondo del calcio; negli ultimi tre anni, però, c'è stata una notevole risalita, grazie anche al crescente contributo dell'associazionismo, che va dal gruppo della parrocchia ai centri sociali passando per Amnesty o Emergency».
«Quest'anno, per la legge regionale sulla Cittadinanza Attiva, siamo riusciti ad ottenere grazie al Comune un piccolo finanziamento dalla Regione. L'altro contributo che abbiamo è quello dei servizi forniti da Hera, per la grande capacità di raccolta differenziata del nostro festival. E poi c'è l'affetto del territorio, su cui si può sempre contare. Dal punto di vista economico, però, i contributi coprono una minima parte. Il contributo maggiore viene da noi stessi e dai tanti ragazzi che lavorano attivamente per questo evento. Il lavoro è tanto, non sono sul piano meramente organizzativo...».
«Purtroppo - lamenta - non è facile organizzare festival come questi nell'Italia di oggi. La crisi incide, sia sui costi che aumentano sia sulle persone, che devono districarsi tra mille difficoltà. Noi, comunque, siamo sempre qui, con la nostra grinta e la nostra voglia di combattere le discriminazioni»
Enrico Vincenzi
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