Borlengo, sfida tra ricette nel segno della tradizione
Guido De Maria ha condotto la serata gastronomica dedicata alla prelibatezza che la tradizione fa risalire al Duecento e che sta vivendo una nuova giovinezza
Un duello all’ultimo colpo di farina, acqua e sale per stabilire quale, tra la ricetta tradizionale di Vignola e quella tipica del Frignano, si trasformi nel miglior tipo di borlengo.
Una competizione ardua, in cui i vincitori sono stati i palati dei tanti curiosi e appassionati che nel tardo pomeriggio di domenica, in barba alla colonnina di mercurio che ha fatto segnare picchi record di caldo, hanno raggiunto il tinello letterario della Palazzina Vigarani per assistere alla disfida del borlengo.
Questo prodotto sta attraversando una seconda giovinezza, nonostante le sue origini siano antichissime e risalgano, secondo la storia che si tramanda da generazioni, al 1226 quando il Castello di Guiglia venne circondato dai modenesi che volevano a tutti i costi conquistarlo. La gente del posto si radunò per fare fronte all’attacco, ma le provviste, con il trascorrere del tempo, iniziavano a diminuire tanto che erano rimasti a disposizione solo i pochi ingredienti necessari per la realizzazione del borlengo, che fa così il suo ingresso nel menu modenese. C’è anche chi, tuttavia, sostiene che il borlengo derivi dalla parola “burla”.
La singolar tenzone è stata presentata dall’autore televisivo Guido De Maria, che ha scandito il confronto serrato tra i mastri borlengai Silvano del Laghetto dei Ciliegi di Vignola e Gianni Benedetto dell’Antica Bottega Camatta di Pavullo.
La sfida all’ultimo boccone è stata così scandita da siparietti divertenti in cui De Maria ha definito «estremamente divertente destreggiarsi nell’assaggio tra il borlengo del Frignano e quello di Vignola» e ricordato l’affascinante procedimento di preparazione. «Questa cialda sottilissima è ottenuta spalmando la miscela di ingredienti basici con un movimento rotatorio che ha quasi del rituale» ha poi ricordato l’autore e vignettista, coinvolgendo il pubblico nei vari passaggi in cui ha ricostruito la storia e le varie declinazioni di cui il borlengo è protagonista a seconda del territorio in cui ci si trova.
Alla narrazione di De Maria si è poi alternata la musica proveniente dalla fisarmonica di Claudio Mattioli, baritono e direttore artistico del Gruppo Amarcord, che ha abbinato una canzone ad ogni frammento di racconto.
Il confronto, senza esclusione di portate, è proseguito con la cena conviviale all’Osteria Vigarani dove si sono riversati tantissimi partecipanti, in fila per assaggiare il borlengo, insieme alla giuria, che ha decretato difficile stabilire quale fosse il più buono fra le due varianti proposte, incoronando così entrambi vincitori.
Serena Arbizzi
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