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Cade l’accusa più pesante contro Sitta e Prampolini

di Carlo Gregori
Cade l’accusa più pesante contro Sitta e Prampolini

Modena, caso chioschi: Il gup archivia definitivamente l’abuso edilizio sostenuto da Italia Nostra, i due ex assessori imputati risponderanno solo di un reato urbanistico più lieve

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MODENA. Caso chioschi: gli ex assessori Daniele Sitta (Urbanistica) e Stefano Prampolini (Attività economiche) non saranno processati per abuso edilizio, ma solo per danneggiamento di bene pubblico, un reato urbanistico-paesistico minore. Come già chiesto dal pm Claudia Natalini, cade quindi definitivamente l’accusa per la presunta lottizzazione abusiva che i due avrebbero attivamente promosso con il piano di recupero del Parco della Rimembranza. La decisione del giudice Andrea Romito arriva a due mesi dall’udienza di opposizione all’archiviazione voluta da Italia Nostra che fin dal suo esposto - quello che ha avviato, con l’esposto di Gaetano Galli, l’inchiesta sui quattro chioschi ora sotto sequestro - ha puntato il dito contro i due ex assessori, difesi dall’avvocato Roberto Mariani. L’archiviazione decisa del giudice delle udienze preliminari chiude così il capitolo precedente al processo (prima udienza, il 24 settembre) che vedrà come imputati sempre Prampolini e Sitta ma solo per un piccolo reato di matura urbanistica, e altre quattro figure di primo piano in questa intricata vicenda nata nel marzo 2014.

L’accusa principale è sempre quella di abuso edilizio in base all’ormai famoso articolo 44 del decreto 380 del 2011 e riguarda solo Giovanni Villanti, 68 anni, dirigente in pensione del settore Pianificazione territoriale e trasformazione urbanistica del Comune, e Marco Stancari, 58 anni, dirigente del settore Pianificazione territoriale e poi all’Urbanistica, difesi dall'avvocato Roberto Chiossi. Sono i due dirigenti che secondo il pm Claudia Natalini avrebbero avuto responsabilità dirette nella vicenda. Secondo la Procura, infatti, Villanti non avrebbe svolto il suo incarico con diligenza perché avrebbe autorizzato i chioschi violando leggi e decreti ministeriali che tutelavano quella zona verde soggetta a vincoli particolari (aspetto, quest ultimo, respinto dalla difesa). Il suo successore Stancari è stato invece indicato dal pm come il «committente di fatto dei lavori», ovvero il dirigente urbanistico che ha avallato e rilasciato permessi per quel progetto di riqualificazione attraverso atti illegittimi come i permessi di costruzione in contrasto con gli strumenti urbanistici del Comune di Modena (Psc, Poc, Rue). Imputate anche Paola Grifoni, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Bologna, Reggio e Modena, e Graziella Polidori, funzionario istruttore e responsabile del procedimento per la stessa Soprintendenza, difese dall'avvocato Luca Pastorelli. Le due dirigenti sono accusate di aver agito in concorso con gli altri quattro «ad un uso incompatibile con la qualificazione, nonchè ad un uso pregiudizievole per la sua conservazione e la sua integrità».

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