L'Erasmus a Modena, 539 universitari in viaggio
La Spagna è la meta più gettonata, poi Parigi, Praga e Stoccarda. «Esami, divertimento e speranze lavorative per il futuro»
MODENA. Divertimento, studio, lavoro. Sono gli obiettivi che accompagneranno oltre cinquecento studenti e studentesse dell’università di Modena e Reggio nei loro percorsi Erasmus Plus.
Il programma comunitario di scambi tra atenei stuzzica la loro fantasia. Partiranno non prima di settembre, ma sono già pronti a fare le valigie. Il tratto comune nelle 539 candidature è la speranza verso il futuro. «Ci sto pensando da mesi», riconosce Andrea Ballistri, studente di economia e finanza diretto a Barcelos (Portogallo). Il boom di domande accolte (205, 38,03% del totale) giunge dalla vicina Spagna.
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«Parto per la sangria e la paella - ammette sorridendo Martina Montanari, studentessa di giurisprudenza - andrò a Granada e credo che ci saranno meno problemi di quanti ne ho avuti in Grecia. Spero di lavorare all’estero, magari in Spagna o nell’ambito della Comunità europea». Non è l’unica che bisserà il viaggio. «Andrò a Salamanca - racconta il collega Pietro Sassi - ed ero già stato a Coimbra (Portogallo). È stata un’esperienza molto bella e positiva. Mi aspetta molto studio, non è facile sostenere esami in lingua straniera. Il fattore umano e del divertimento, di conoscere persone da tutto il mondo è preponderante. Questa esperienza mi ha completamente sconvolto il modo di vedere la realtà e gli orizzonti si sono allargati tantissimo». Tale il desiderio di chi si appresta a partire per la prima volta.
«Sto pensando a cosa farò da grande - rivela Chiara Castelli, studentessa di economia e marketing che andrà a Cadice - intanto vado in Erasmus, poi torno, mi laureo e vedo. Magari cambio anche aspettative». La sfida sul fronte accademico è aperta. «Il mio obiettivo è fare più esami possibili - spiega Antonino Tiberio, studente di economia aziendale in volo verso Tenerife - non perdere molto tempo, imparare la lingua e avere una formazione». Divertimento che si può tradurre anche nella scoperta delle città in cui studieranno. «Innanzitutto vogliamo visitare la città - riconosce Simona Salusti, studentessa di management internazionale, in viaggio verso Parigi con Simone Benassi - e poi imparare la lingua. Il corso sarà in inglese, ma dovremo vivere lì quindi parleremo anche il francese. Abbiamo preso l’appartamento: è abbastanza caro». «Dovremo cercare di saltarci fuori - aggiunge il giovane collega - saranno le prime volte che daremo esami in lingua straniera». La Francia ha avuto 68 candidature e figura al secondo posto nel podio. Appena dietro la Germania (64). «Andrò a Stoccarda - riconosce Stefano Fornasari - c’è una diversa visione dell’Europa. Mi piacerebbe lavorare in un’azienda nel mio ambito: ingegneria meccanica».
C’è anche chi, conoscendo i luoghi, non sa cosa attendersi. «Praga mi piace moltissimo - racconta Gianluca Sciaboni, studente di economia e finanza - so com’è. Un viaggio di studio o di divertimento? Si vedrà». Qual è la preoccupazione maggiore? «Il riconoscimento accademico al rientro - risponde Giulia Andreoli dell’ufficio mobilità studentesca - oltre alla copertura economica se è prolungato il periodo e la lingua per seguire le lezioni».
Negli ultimi 5anni il numero di modenesi in Erasmus è cresciuto da 362 nel 2010-11 ai 539 del prossimo anno accademico. Nel 2014-15 le valigie erano state 589. Venti in meno gli arrivi a Modena, contro i 338 del 2010-11.
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