I nuovi dirigenti Cpl vanno dal prefetto
Stamane saranno ricevuti per provare a rientrare nella white list, ma restano da chiarire alcuni ruoli
CONCORDIA. I nuovi vertici della Cpl cercano di scrollarsi di dosso il peso immenso che arriva dalle scoperte della magistratura. L’azione prevede in particolare un pressing istituzionale per rappresentare alla società civile e alle istituzioni che l’era-Casari ormai è alle spalle.
L’obiettivo è quello di rientrare più in fretta possibile nella white list, adoperando canali diplomatici e strumenti giuridici.
Nei percorsi diplomatici rientra l’appuntamento di oggi in prefettura a Modena, con il prefetto stesso Michele Di Bari. La società della Bassa vuole rappresentare a Di Bari la nuova “governance” aziendale, per comprovarne le qualità e soprattutto la discontinuità con i prevcedenti vertici.
Il presidente Mauro Gori, il vice Barbieri e i loro collaboratori spiegheranno anzi l’annunciata intenzione di una azione di responsabilità civile contro Casari e altri, e l’intenzione di costituirsi parte civile ai processi.
Cpl ha previsto che questo pressing possa dare i suoi frutti entro l’anno, poi ci vorranno altri 8-12 mesi per rientrare nella assegnazione delle gare di appalto pubbliche che nel frattempo sono andate perse.
Gori cercherà di chiarire che non sono cambiati solo i vertici, ma anche tutti i profili dirigenziali che possano compromettere la credibilità dell’azienda. Restano ovviamente alcune zone d’ombra, perchè nelle carte stesse delle Procure che indagano, così come nei sdequestri a Concordia e nelle relative audizioni, c’è personale dell’azienda che ha particolarmente ignorato o soprasseduto sulle stranezze gestionali sollevate dai magistrati.
Di più: dalle analisi stesse della nuova Governance, c’è qualcosa che non quadra bene. Ovvero decine di assunzioni negli ultimi anni, nonostante il fatturato - anche prima dell’inchiesta - non crescesse affatto. E ovviamente tra i nuovi assunti è più facile trovare qualche nostalgico del “Bengodi” dell’era Casari.
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