Auser: «Aiutiamo gli anziani, assurdo multarci»
L'associazione accompagna i disabili, ma viene multata se per scaricarli parcheggia negli appositi spazi
CAVEZZO. «Chiediamo, oltre al permesso di posizionare i nostri mezzi più vicini all’ospedale, una maggiore dose di buon senso e una mano sul cuore nell’applicare le regole».
Sono le parole di Maurizio Rovatti, presidente Auser Cavezzo, dopo che la Gazzetta ha riportato la notizia della multa ad un volontario che con un mezzo Auser accompagnava una signora disabile al Centro servizi dell’Ausl di Mirandola.
Tutte le Auser. Il problema riguarda tutte le Auser della Bassa, come precisa lo stesso Rovatti. Accade infatti che spesso i volontari siano costretti a parcheggiare negli spazi per i disabili per accompagnare persone con difficoltà deambulatorie. Alle Auser della Bassa viene concesso un solo permesso, anche se si avvalgono di più mezzi.
Lo sfogo. «Ogni giorno trasportiamo negli ospedali persone anziane, non disabili al 100% ma che hanno bisogno di essere aiutate e non solo dal punto di vista fisico - spiega Rovatti - Questi soggetti vanno anche indirizzati agli ambulatori giusti, altrimenti possono perdere l’orientamento. Era un nostro volontario quello che giovedì si è recato a Mirandola al centro servizi di fronte all’ospedale, ha parcheggiato l’auto dove c’è il posteggio per i disabili e quando è tornato dopo poco ha trovato la multa di 89 euro, con il verbale che stabiliva la sottrazione di due punti sulla patente. Ebbene, il volontario è ritornato in ufficio e mi ha detto di non essere più disposto a correre questi rischi. Premetto che noi sappiamo che in quei posteggi vanno parcheggiate le auto di chi ha il tagliando, che è nominale per ogni disabile. Tuttavia, il nostro mezzo rimane lì pochi minuti, giusto il tempo di accompagnare la persona assistita. Abbiamo problemi a Mirandola dove confluiscono tutti le Auser della Bassa, ma non ci sono spazi appositi per noi. Idem a Carpi, dove sono arrivati a metterci le ganasce e a portarci via la macchina per ben due volte. Al Policlinico abbiamo dovuto lottare per avere due permessi e parcheggiare all’interno dell’ospedale. Chiediamo collaborazione – conclude Rovatti – siamo volontari, doniamo il nostro tempo a favore di tutti, cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro, che non è retribuito. Vorremmo più comprensione». (serena arbizzi)
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