Cpl, tutte le tappe per uscire dal caos
Oggi vertice a Bologna, ma nelle carte dei giudici ci sono altri nomi degli uomini della Concordia. «E Casari è ancora attivo»
Oggi in Regione a Bologna è in programma un “tavolo istituzionale” con amministratori e sindacati sulla Cpl. Il tema è general generico: “Punto della situazione”. Ma è ovvio che si parlerà anzitutto degli “ammortizzatori sociali”, che sono stati chiesti al Governo, e che saranno indispensabili, visto che la nuova governance ha previsto circa 500 esuberi per i prossimi 18 mesi, oltretutto valutando che negli ultimi anni sono state effettuate tante assunzioni rispetto al volume di affari.
Ieri intanto il presidente Mauro Govi e i suoi hanno incontrato il prefetto Michele Di Bari, per presentarsi e sondare la disponibilità, le necessità e le tempistiche del rientro della coop nella White list. Passaggio che l’azienda, così legata ad appalti pubblici, ritiene indispensabile alla sua stessa sopravvivenza. Il calendario prevede poi un’assemblea tra i sindacati e i lavoratori, domattina nella sede di via Grandi.
I tempi comunque sembrano destinati a non essere brevi, anche se già a fine mese è convocata l’assemblea di approvazione del bilancio, dove verrà discussa la contrazione dei ricavi e dove sarà posta in votazione l’azione di responsabilità verso Casari e gli altri, al centro delle inchieste scaturite dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Antonio Iovine e degli accertamenti sulla metanizzazione di Ischia. Anche perchè nelle carte al vaglio dei giudici, che in queste ore stanno procedendo agli interrogatori di garanzia dei nuovi arrestati, compaiono nomi legati alla Cpl.
In alcuni passaggi, purtroppo, viene tirato in ballo oltre a Pino Cinquanta anche l’ex vicepresidente Barotto, scomparso qualche tempo fa, che non potrà difendersi. Un nome, quello di Barotto, che ha sorpreso e imbarazzato, vista la stima che il dirigente si era guadagnato in tanti anni di servizio.
Poi ci sono anche i nomi di altri dipendenti della coop, che sono stati coinvolti nel corso delle recenti indagini e la cui posizione andrà vagliata dalla nuova governance, quando saranno stati consultati gli atti, compresi i numerosi “omissis” delle carte attuali, che lasciano intendere la possibilità di nuovi nomi ed accuse. Di certo, in questa inchiesta sui casalesi compaiono nomi e parole di dipendenti - ma c’è anche un avvocato - che ebbero a che fare con la famosa lista degli intoccabili, quelli legati al clan cui non si poteva chiedere il pagamento del gas “scroccato”. Tra l’altro Pasquale Matano, dipendente in loco di Cpl, era stato convocato a Concordia per definire la strategia, dopo lo scoppio dell’inchiesta. «Nel corso del colloquio - scrive il giudice - Matano rivelava quanto gli era stato chiesto in interrogatorio anche in relazione alle manomissioni, circostanza che provocava evidente preoccupazione. Apparivano evidenti alla lettura della conversazione le preoccupazioni manifestate da... sulla fonte da cui l'Autorità Giudiziaria aveva attinto la notizia sulle manomissioni dei contatori e sul comportamento tenuto da Cpl in relazione alle constatazioni degli ispettori trasmesse alla sede centrale». Senza contare che da quando la Dda di Napoli ha inviato ad altre Procure per competenza gli atti raccolti durante l’investigazione su Ischia è possibile che siano partite altrettante inchieste.
«Per ora non ne abbiamo notizia», si è limitato a commentare l’avvocato Massimo Vellani, del pool di legali di Casari.
«La circostanza che Casari sia andato in pensione - chiosa nell’ordinanza il gip di Napoli Federica Colucci - da un lato non comprova la effettiva cessazione dei rapporti con la Cpl (anzi le conversazioni in atti comprovano i perduranti contatti con dipendenti e dirigenti della Cpl) dall’altro non comprova che lo stesso Casari abbia cessato la sua attività. Piuttosto la conversazione 17.3.2015, con Lorenzo Diana, dimostra come lo stesso Casari sia tuttora lavorativamente attivo».
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