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Malori al Centro Prelievi di Modena

di Beatrice Ferrari
Malori al Centro Prelievi di Modena

Ogni giorno 30-34 gradi: ambienti non climatizzati e i pazienti si sentono male. La beffa della cassa ticket scomparsa

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MODENA. Il caldo in questi giorni ha attanagliato la città, ma in molti luoghi, dai centri commerciali alle case private, passando per gli uffici, la soluzione più ovvia, ovvero l'aria condizionata, viene applicata con molta rapidità.

Ci sono poi posti dove il caldo non dovrebbe nemmeno esserci, come nel caso di un centro prelievi, data la delicatezza della situazione.

Fino a 34 gradi. Tutto ciò tuttavia non accade al centro prelievi in via Newton, dove dottori, operatori e pazienti sono obbligati a convivere con una temperatura tra i 30 e i 34 gradi giornalieri. Risultato? Un elevato numero di persone che svengono subito dopo il prelievo del sangue, durante le prime ore del giorno, e condizioni disagiate per gli operatori e i medici.

«È dal 2001 (ovvero da quando il centro prelievi ha aperto), che la situazione va avanti così: gli ambienti non sono climatizzati e dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo - spiega una dipendente di Domus Assistenza - Tutto lo stabile è climatizzato, eccetto i nostri locali».

Ciò significa che nei locali la temperatura si aggira tra i 30 e i 34 gradi, già a partire dalle sette del mattino; il sole batte dalle otto sulle uniche finestre presenti, che quindi non possono essere tenute aperte; vi sono ventilatori negli ambulatori dei medici, per dar parvenza di fresco durante il prelievo, e la stanza dedicata alle persone che stanno male è una fornace.

Apertura all'alba. «Nelle ultime settimane abbiamo aperto l'ambulatorio già dalle 6.30 per venire incontro ai pazienti. I medici terminati i prelievi vanno via, mentre noi restiamo qui fino alle 14, arrivando a 34 grandi», continua l'operatrice della Domus Assistenza.

Molte le persone che si sono lamentate in questi giorni, ma anche tante quelle che si sono sentite male a causa del troppo caldo, soprattutto anziani e donne incinta. «Teniamo aperte più porte possibili per far circolare l'aria, ma la situazione è insostenibile - continua la dipendete di Domus Assistenza - Siamo terra di nessuno».

Terra di nessuno. Perché la Domus Assistenza è stata appaltata dalla Usl di Modena e risiede nello stabile del Comune. Tutto questo fa si che le richieste di medici e operatori vengano ignorate, creando una situazione di forte disagio per tutti. Disagio che si riscontra anche nella mancanza di una cassa automatica per il pagamento dei ticket. Infatti, un anno fa dei ladri tentarono di scassinare la cassa nei locali di via Newton. Portata via per essere riparata la cassa automatica non è più tornata indietro. Risultato? Molti i pazienti che si aspettano di pagare il ticket la mattina stessa del prelievo, ma che sono mandati alla farmacia in via Pasteur o all'ospedale Estense, per pagare il ticket e successivamente ritirare i referti.

«La cassa automatica sarebbe dovuta tornare nei nostri locali a giugno, ma pochi giorni fa hanno posticipato il suo arrivo a settembre, ma senza alcuna certezza».

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