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Cooperative legno, è crisi tremano 500 lavoratori

di Serena Arbizzi
Cooperative legno, è crisi tremano 500 lavoratori

Saltata la newco che avrebbe unito tre realtà di Modena, Reggio e Ferrara Proclamato lo stato di agitazione. I sindacati: subito un tavolo di confronto

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Proclamato lo stato di agitazione alla ex Coop Legno, oggi Open.Co, dopo la fusione avvenuta nemmeno un anno fa con la Cormo di San Martino in Rio, nel reggiano. Sugli oltre 150 lavoratori della cooperativa si abbatte la scure di un futuro molto incerto a seguito delle ultime, allarmanti notizie.

Ma andiamo per ordine. Inizialmente, sembrava che la coop reggiana Sicrea fosse interessata a creare una newco, un nuovo soggetto, che comprendesse gli stabilimenti di Coop Legno, della ex Cormo, della ferrarese Lavoranti in Legno, per garantire continuità occupazionale. Si parla, complessivamente di oltre 500 lavoratori: più di 150 alla Coop Legno, 230 alla ex Cormo e i rimanenti a Ferrara.

Poi, nei giorni scorsi come un fulmine a ciel sereno spunta la notizia che Sicrea non è più interessata all’operazione. Non servono a rassicurare i lavoratori le parole del presidente di Open. Co, Daniele Sitta, durante un incontro con i lavoratori che si è svolto martedì alla ex Cormo. In più, ieri a Bologna si è tenuta una riunione di emergenza tra le rsu degli stabilimenti di Reggio e Modena della Open.co e della Lavoranti in legno di Ferrara, con Fillea Cgil regionale e delle tre province.

«Nulla di concreto è realmente stato messo in campo per disegnare un progetto industriale che, coinvolgendo tutte le realtà, provi immaginarne un futuro. – commentano da Cgil Fillea - Per questa ragione oggi (ieri per chi legge, ndr) verrà inviata alla Lega Coop Emilia Romagna ed alle direzioni di Lavoranti in legno e di Open.co una richiesta di incontro urgente per avviare un tavolo regionale di confronto con l'obbiettivo di individuare profili industriali strategici che consentano la salvaguardia degli stabilimenti e dei 540 lavoratori occupati. Riteniamo inoltre che questa vertenza si inserisca a pieno titolo nell'ambito dell'accordo quadro sottoscritto con la Regione il 2 aprile 2015 riguardante la riorganizzazione della filiera delle cooperative legate al settore delle costruzioni. Chiederemo perciò la istituzione urgente di un tavolo di crisi presso la Regione per individuare le soluzioni che consentano la continuità produttiva e l'individuazione degli strumenti sociali necessari».

«Da ieri è proclamato lo stato di agitazione in entrambe le aziende e in tutti gli stabilimenti con un primo pacchetto di sedici ore di sciopero che potranno essere decise sia dal livello regionale sia dalle Rsu di ogni singolo stabilimento» conclude il sindacato.

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