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La cassa integrazione “paralizza” la Cpl e Casari vuol tornare

La cassa integrazione “paralizza” la Cpl e Casari vuol tornare

Ieri l’incontro a Bologna, oggi l’assemblea per i 500 a rischio Intanto l’ex presidente chiede al riesame di essere liberato

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CONCORDIA. Cpl parla di 500 esuberi, mentre ci sono già una ventina di dipendenti che stanno a casa da maggio, a rotazione.

Eppure non c’è ancora alcuna concretezza - e forse neppure troppa voglia da parte ministeriale- per aprire a Roma un tavolo nazionale, che affronti e risolva la questione degli ammortizzatori sociali. In poche parole di quale e quanta cassa integrazione poter consentire ai dipendneti della cooperativa finita al centro di una inchiesta penale di rilevanza nazionale. È un po’ questo l’esito del nuovo tavolo istituzionale che si è tenuto ieri pomeriggio a Bologna, alla presenza degli stessi vertici dell’azienda. Perchè di chiacchiere in queste settimane ce ne sono state tante, e perchè alla fine sarà rinnovata da tutte le parti una istanza che “balla” ormai da tempo. Ovvero che si apra questo benedetto tavolo ministeriale. Lo chiederà ancora la Regione, lo chiederà la confederazione regionale dei sindacati, lo richiederanno le sigle sindacali nazionali di categoria, lo chiederà la cooperativa. Anche perchè non ha certo dato esiti immediati l’incontro fatto di formali gentilezze e cordialità varie che si è tenuto l’altro giorno in prefettura a Modena, alla presenza anche dei commissari nominati in base alla normativa che istituisce l’autorità anticorruzione (Cantone). Almeno il prefetto - Michele di Bari - ha fatto la conoscenza della nuova governance aziendale, ma di rientrare nella white list per ora - sempre in concreto - non se ne parla.

Un’altra occasione di confronto arriva così dall’assemblea in programma dalle 8 alle 9 nella sede di Concordia. Assemblea dei lavoratori, alla quale i sindacati chiederanno presumibilmente il mandato a reclamare a Roma la questione ammortizzatori sociali.

Sullo sfondo resta il nodo della liquidità, soprattutto dal medio periodo: l’azienda ha già chiesto alle banche una moratoria di sei mesi, nei quali Cpl potrà pagare soltanto gli interessi dei prestiti.

Il tutto mentre l’ex presidente Roberto Casari ieri ha formalizzato al Tribunale del Riesame di Napoli l’istanza per essere scarcerato. «La richiesta di impegnarsi in Campania veniva dal senatore Diana, noto esponente della commisisone antimafia, le ditte che hanno interagito con noi erano tutte pulite. Come potevamo sapere di questo coinvolgimento? Non è affatto vero che noi sapevamo, è vero anzi che ci siamo mossi nella correttezza, e nella fiducia», ha in sostanza detto Casrai, bella memoria preparata con l’avvocato Luigi Sena, con cui contesta punto su punto i contenuti dell’ordinanza che indaga Diana e per ora trattiene lo stesso Casari in carcere a Trento. La decisione a questo punto spetta ai magistrati del Tribunale campano.

Alberto Setti

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