«Non sia solo un evento estemporaneo»
«Preoccupa il metodo con cui si è consumato lo strappo tra il direttore della Civica Pierini e l'amministrazione comunale, ma ora c'è la grande occasione della mostra alla Manifattura: la città...
«Preoccupa il metodo con cui si è consumato lo strappo tra il direttore della Civica Pierini e l'amministrazione comunale, ma ora c'è la grande occasione della mostra alla Manifattura: la città sostenga questo appuntamento di notevole spessore culturale a patto che non diventi un evento estemporaneo».
Il professor Luciano Rivi, insegnante modenese, ricercatore di storia dell'arte a Reggio e collaboratore dei Musei civici di Modena, interviene nel lungo dibattito, infarcito di tante polemiche, riguardante la mostra “Il manichino della storia” all'ex manifattura. Come si ricorda, dopo il lancio dell'idea da parte dello chef Bottura e del gallerista Emilio Mazzoli, il sindaco ha affittato per sei anni alcuni saloni dello stabile riconvertito in spazi commerciali e appartamenti. Da qui le polemiche non solo per i costi (550mila euro più 48mila al curatore Richard Milazzo) della rassegna che aprirà il 18 settembre, ma anche perché Muzzarelli, affittando per sei anni a 300mila euro totali, avrebbe dato una mano ad alcune cooperative che l'anno scorso finanziarono la sua campagna elettorale. «E’ già stato fatto notare ma vale la pena ribadirlo - dice Rivi - perché sarebbe un peccato ridurre la questione della prossima mostra a uno scontro tra schieramenti differenti. Conviene ragionare su come tenere insieme, con equilibrio, tanto le manifestazioni eccezionali quanto l'irrinunciabile patrimonio di esperienza degli istituti culturali locali. Lo strappo tra l'amministrazione e la direzione della Civica costituisce un segnale decisamente preoccupante, per via di metodo prima ancora che di merito. D’altra parte l'iniziativa presso l'ex Manifattura può costituire una notevole opportunità, a partire dalla preziosa disponibilità offerta da singole, rappresentative figure cittadine. Un curatore di livello internazionale e più di novanta opere importanti, attraverso il lavoro degli esperti della Civica, costituiscono certamente la premessa per un evento che si può immaginare di notevole spessore culturale e insieme di ampio richiamo. Si può insomma scommettere su un evento di successo. E si deve chiedere alla città di assicurare il necessario sostegno all'iniziativa».
Rivi poi paventa un rischio e insieme una opportunità: «Come evitare che tale iniziativa si configuri quale ennesimo evento estemporaneo, come già successo in altre realtà italiane, senza ricadute sulla città? Come fare perché i visitatori non si limitino a ritornarsene in stazione immediatamente dopo avere visto le opere della mostra? L’esperienza positiva del Festival Filosofia insegnerà certamente qualcosa. Ma in questa direzione occorre continuare ad affiancare alla strategia dell'evento quella di una corretta gestione delle competenze culturali. E’ la preziosa attività di medio e lungo periodo delle istituzioni cittadine a fare la differenza, dalla Galleria Civica ai Musei Civici, dai Teatri al Circuito cinema alle associazioni musicali».
Rivi termina: «Solo se le specifiche attività culturali continueranno a ricevere pieno sostegno, la città potrà accogliere adeguatamente chi ad esempio verrà a vedere la mostra alla Manifattura».
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