Gazzetta di Modena

Modena

Revocato il fallimento Bianchini

Revocato il fallimento Bianchini

Il tribunale risolve la questione: la ditta può operare sotto il controllo del giudice

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Il Tribunale di Modena ha chiuso martedì, revocandola, la procedura di fallimento della Bianchini Costruzioni srl.

Il decreto del giudice fallimentare risolve così ai sensi dell’articolo 63 del Codice antimafia i dubbi che potevano essere sorti nelle scorse settimane. Quando, si ricorderà, da una parte il tribunale di Modena il 5 marzo scorso aveva dichiarato fallita l’azienda della famiglia Bianchini, coinvolta nell’inchiesta Aemilia.

Dall’altra invece il giudice delle indagini preliminari di Bologna aveva nominato l’avvocato Rosario Di Legami, esperto in materia, amministratore delegato della stessa Bianchini, per “depurarla” dalla famiglia Bianchini e consentirle di operare sul mercato, a salvaguardia dell’occupazione, dell’attività, della giustizia e degli stessi creditori.

Il decreto del Tribunale riattiva dunque a tutti gli effetti l’azienda, che in questi giorni, tramite l’avvocato Di Legami, ha già reimmesso al lavoro due dipendenti, provvedendo a riattivare i mezzi e ad avviare trattative con i privati e in prospettiva, ad appalti pubblici.

La decisione del tribunale dunque fa chiarezza sulla prevalenza del sequestro dell’azienda da parte del giudice penale antimafia.

E soprattutto tranquillizza creditori ed interlocutori che avevano ritenuto tranciante la sentenza di fallimento. Che potranno interfacciarsi senza timore con l’azienda perchè - aveva spiegato a suo tempo l’avvocato Di Legami - c’è la garanzia dell’assoluta legalità delle operazioni e della paternità delle operazioni, ascrivibili al giidice antimafia. Una “patente” importante, in questa fase, anche in vista della partecipazione alle gare di appalto. (ase)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google