Modena, spunta un tesoro nella casa di Muratori
Un affresco del Trecento riaffiora durante i lavori di restauro che restituiranno a Modena il museo dell’intellettuale
MODENA. Il patrimonio storico di Modena non smette di fornire sorprese che andrebbero diffuse in maniera più integrata e concordata. Ieri, a esempio, è stato reso noto il ritrovamento, sulla parete medievale che divide la chiesa della Pomposa dal primo piano della retrostante casa di Ludovico Muratori, di un prezioso affresco trecentesco in parte ben conservato. E i tecnici ipotizzano approfondite indagini perché non è escluso che l'area presenti altre pitture su muro: quel che è certo è che ora occorrerà studiare a fondo perché l'autore dell'affresco potrebbe essere Tomaso da Modena, un pittore all'epoca notissimo del quale sopravvivono altri lavori nella chiesa di San Biagio e in Duomo.
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Una visita guidata al cantiere di restauro in corso presso “l'Aedes muratoriana”, ossia la casa dove visse dal 1716 al 1750 l'abate intellettuale Ludovico Antonio Muratori, ha inoltre permesso la diffusione di altre novità. E' stato ad esempio rinvenuto il calco in gesso del 1748-49 della celebre “Tabula alimentaria di Veleia” d’epoca romana che era stata rinvenuta durante scavi a Piacenza (l'originale, in bronzo, è presso il Museo archeologico nazionale di Parma).
Non solo: i tecnici comunali hanno riportato alla luce anche i colori settecenteschi della camera da letto di Muratori - che da una grata poco distante del letto vedeva l'interno della chiesa sottostante - e quelli ottocenteschi della decorazione successiva alla morte dell'intellettuale vignolese.
E poi una anticipazione: il museo Muratori, una delizia che fino a pochi mesi fa non visitava praticamente nessuno, sarà al centro di un restyling del qual si discuterà dopo l'estate. Per ora i lavori, svolti in collaborazione con la Soprintendenza e costati 237mila euro di cui 160mila offerti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
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«L'affresco ritrovato raffigura il volto di un santo con la tunica rossa - spiegano gli architetti comunali Rossella Cadignani e Giuseppe Mucci - la cui raffigurazione è inserita all’interno di una cornice dipinta a motivi geometrici. È riferibile al XIV secolo e il ritrovamento sarà oggetto in futuro di studi iconografici approfonditi.
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Ora stiamo portando avanti i lavori che risolvono alcuni problemi che erano causati anche da mancata manutenzione, abbiamo anche messo mano a questioni di statica dei pavimenti che hanno comportato una rielaborazione del progetto di intervento. Nella parte più antica della casa di Muratori abbiamo trovato decorazioni della sua epoca, mentre in una sala adiacente abbiamo mantenuto la decorazione azzurrino-verdina ottocentesca perché ci sembrava meritevole di segnalazione. Prima era tutto scuro, una decorazione non certo tipica del '700. Stiamo inoltre intervenendo sulle finiture dell’edificio, sui paramenti murari, sugli infissi e serramenti, sugli impianti termici e d'illuminazione».
La funzionaria della Soprintendenza di Bologna, Modena e Reggio Nunzia Lanzetta spiega il ritrovamento dell'antica Tabula: «Il calco è composto da sette pannelli in gesso e con ogni probabilità veniva utilizzato dal Muratori per lo studio e la stesura dell'edizione critica della Tabula alimentaria di Traiano, scoperta nel 1747 nella cittadina di Veleia sulle montagne del piacentino. Fu tra i primi eruditi a occuparsene con due scritti in cui Muratori trascrisse il contenuto».
All’incontro anche l'assessore ai Lavori pubblici Gabriele Giacobazzi: «Ecco un altro pezzo della Modena storica che, dopo l'intervento di restauro, mettiamo a disposizione della città. Conoscevo poco questo luogo e noto che c'è una dimensione intima che riporta ai tempi del Muratori, per fortuna dopo di lui la famiglia finanziò chiesa e abitazione. Di tutto questo, viste le condizioni dei bilanci pubblici, occorre ringraziare anche la Fondazione Cassa Risparmio Modena». Ecco dunque Stefania Cargioli del cda dell'ente ex bancario: «Doniamo quasi il 40% delle nostre erogazioni alla cultura e abbiamo contribuito a tanti restauri: non sono slogan, ma la precisa scelta del cda».
Stefano Luppi
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