Gazzetta di Modena

Modena

SERRAMAZZONI

Una valanga di letame sul monte Pizzicano vicino a Serramazzoni mette a rischio le falde

Una valanga di letame sul monte Pizzicano vicino a Serramazzoni mette a rischio le falde

Vicino a Riccò di Serramazzoni querce abbattute e spandimenti irregolari a causa di una valanga di letame Accertamenti in corso del Corpo della Guardia Forestale, anche i naturalisti sporgono denuncia

2 MINUTI DI LETTURA





SERRAMAZZONI. Querce abbattute e soffocate con quantità inaudite di letame e una inquietante mole di altro letame distribuita per uno strato di circa 40-50 centimetri sulla sommità del monte Pizzicano, sopra Riccò di Serra. Un episodio che, oltre a compromettere la sopravvivenza delle piante non abbattute, rischia di tradursi in gravi problemi su una vasta area, dal momento che il Monte Pizzicano è segnalato per l’abbondanza di fonti di acqua che ne scaturiscono.

Della vicenda, decisamente inusuale, si sta occupando il Corpo Forestale dello Stato, che nelle scorse settimane ha effettuato un sopralluogo, accertando a fini sanzionatori la responsabilità di un episodio che non ha precedenti in zona.

Un sopralluogo è stato effettuato anche dai volontari dell’associazione naturalistica Bucamante, che parlano di «grave e preoccupante episodio».

Spiega Guglielmina Luzi: «Abbiamo raccolto una segnalazione, i fatti sono accaduti almeno un mese fa: abbattimento di querce, spandimento di letame su terreni, ma anche su tronchi e chiome di querce importanti, che nobilitavano la sommità del monte, testimoni forse centenari del mancato rispetto per il territorio».

A preoccupare il Gruppo Naturalistico l’abbattimento e le modalità di aggressione alle piante che «dovrebbero essere considerate componente essenziale del bene paesaggio».

L’operazione di abbattimento e “avvelenamento” dovrebbe infatti essere banalmente servita per estendere l’area da coltivare. Luzi segnala il pericolo di un «utilizzo massivo di letame bovino immaturo e fluido, finito sulla strada e sulle piante sulla sommità di un colle considerato acquifero importante, per le numerose falde e sorgenti. Sommessamente ricordiamo che querce e acque sono tesori insostituibili», conclude, auspicando nuovi controlli sulla situazione che si è creata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google