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Ceramica, la ripresa c’è e trainerà l’occupazione

di Gabriele
Ceramica, la ripresa c’è e trainerà l’occupazione

Il presidente di Confindustria Borelli: «I posti di lavoro torneranno a crescere» Riapertura e riqualificazione di siti produttivi. «La centralità del distretto»

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I segnali di ripresa non sono più solo nelle macro-percentuali, ma si toccano con mano nel nuovo fermento che sta cogliendo l'industria ceramica comprensoriale. La rinnovata vivacità evidenziata più volte anche dal sindaco Claudio Pistoni, confermata da diverse operazioni di mercato, acquisizioni, salvataggi di storici marchi e stabilimenti avvenute nell'ultimo mese, trova concorde anche il presidente di Confindustria ceramica Vittorio Borelli. «Lo abbiamo sempre sostenuto che il settore è e rimane strategico per vecchi e nuovi operatori. Molti competitori stranieri si stanno rendendo conto che per realizzare un prodotto di qualità e accedere ai mercati europei e mondiali un piede nel comprensorio fa bene. Mi pare questo il senso di operazioni come per esempio quella del gruppo egiziano che ha acquisito lo stabilimento della Guglia di Sassuolo dal gruppo Cbs; d'altro canto anche gli operatori italiani hanno trovato ottimizzazioni all'interno del distretto, acquisendo marchi o terreni e continuando così a fare sistema. C'è in effetti un'accelerazione: siti produttivi verranno riaperti ma ci sono anche diverse aree dismesse che sono state acquisite da gruppi ceramici locali per ampliamenti o rilancio». Le operazioni realizzate, numerose nel giro di circa un mese, con una frequenza e un'importanza che il comprensorio non conosceva da diversi anni, sono tutte differenti per tipologia: dal gruppo egiziano che acquista la ceramica Guglia al gruppo italiano (Gambini) che compra lo storico stabilimento Edilcuoghi fino alla fioranese Petracer's che acquista uno storico marchio toscano. Tutte hanno in comune la salvaguardia dei posti di lavoro o la possibilità di crearne di nuovi. Anche per l'occupazione, che ha faticato a ripartire, potrebbero quindi esserci finalmente segnali positivi: «Sia che vengano riaperti siti produttivi, sia che vengano implementati i servizi esistenti delle aziende – spiega Borelli - sono tutte misure che nei prossimi mesi potranno accrescere il livello occupazionale. Seguiremo la situazione e vedremo se queste operazioni porteranno i risultati auspicati». Sembra inoltre che la ritrovata vivacità del mondo ceramico non finisca qui. Anche Pistoni aveva sostenuto che c'erano in cantiere altre operazioni, Borelli pur non facendo nomi, non smentisce: «Il dinamismo c'è sicuramente, intanto portiamo a casa quelle che si sono realizzate e speriamo di consolidarle, poi restiamo in attesa di ulteriori sviluppi che restituiscano vivacità ad alcune zone del nostro distretto che al momento non sono produttive». Anche se non è ancora tutto rose e fiori ed è presto per gridare al miracolo insomma, l'economia della zona di Sassuolo si muove: «Per la ceramica c'è ancora un mercato italiano che ci dà qualche preoccupazione, perchè non riprende come vorremmo. I segnali a livello di imprese però ci rendono ottimisti e soprattutto si conferma quello che abbiamo da sempre sostenuto, che il nostro sistema industriale aveva i numeri e le spalle per far fronte ai momenti critici e uscirne nuovamente in salute».

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