Circolo Legambiente Piccinini fa ricorso contro la chiusura
SAN CESARIO. «Mentre chiedevano contributi alla Regione per spiegare ai ragazzi delle scuole la cultura della legalità, i vertici regionali di Legambiente epuravano il circolo di San Cesario con...
SAN CESARIO. «Mentre chiedevano contributi alla Regione per spiegare ai ragazzi delle scuole la cultura della legalità, i vertici regionali di Legambiente epuravano il circolo di San Cesario con decisioni arbitrarie, prese senza coinvolgere gli organismi preposti e in contrasto con lo statuto dell'associazione». Questo il contenuto della segnalazione che Sabina Piccinini, presidente dell'ormai ex circolo Legambiente di San Cesario, ha inviato tramite il proprio avvocato alla Regione chiedendo che gli organismi che gestiscono il registro delle associazioni di volontariato facciano indagini sull'operato dei vertici regionali dell’associazione. «Il Circolo di San Cesario vantava 30 soci - spiega Sabina Piccinini - è stato epurato ufficialmente per problemi di conflitto di interessi, per via del mio ruolo di presidente di circolo e consigliere comunale di opposizione di una lista civica. Questo quando fra i più stretti collaboratori dello stesso presidente ci sono casi seri e documentati di conflitti di interesse. E che dire di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente della commissione ambiente della Camera? Il presidente ha tentato di convincermi che il direttivo regionale aveva stabilito che le due cariche erano incompatibili, peccato che nei verbali non vi fosse traccia di decisioni di questo tipo, in contrasto con lo statuto. C’è voluta una mia sollecitazione al comitato dei garanti, per far sì che la questione venisse affrontata. L'operato del presidente è stato poi “approvato”dal direttivo in una seduta però sulla cui validità sussistono dubbi, visto che risultava presente meno di un terzo dei componenti». L'altra domanda che si pone Piccinini è quali siano le vere motivazioni che hanno portato alla chiusura del circolo. «In oltre 10 anni di attività, il mio ex Circolo si è occupato degli impatti delle attività estrattive sul territorio, delle questioni sanitarie legate al vetro non riciclato dell’Emiliana Rottami, dell’esposto per disastro ambientale contro l’ex presidente Errani dopo l’alluvione. Forse l’attività del Circolo è risultata troppo scomoda per i vertici regionali in cerca di contributi pubblici?».
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