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Cisl: «Sugli infermieri un concorso pasticciato»

Mentre l’Ausl continua il suo silenzio, la vicenda del concorso-beffa degli infermieri continua a finire sotto i riflettori. La Cisl, che già aveva sottoposto all’azienda diversi interrogativi, ieri...

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Mentre l’Ausl continua il suo silenzio, la vicenda del concorso-beffa degli infermieri continua a finire sotto i riflettori.

La Cisl, che già aveva sottoposto all’azienda diversi interrogativi, ieri è uscita allo scoperto con Roberta Roncone: «La incredibile vicenda del concorso Ausl di Modena - spiega il segretario della Cisl Funzione Pubblica - è il segno che ormai questa modalità di reclutamento del personale è assolutamente obsoleta e soprattutto discutibile nella sua applicazione, soprattutto perché garantisce solo la casualità ma non certo una selezione dei professionisti migliori relativamente ai fabbisogni organizzativi e innovativi che il sistema sanitario dinamico dovrebbe avere come obiettivo. Ormai raramente in Ausl di Modena si scelgono i professionisti adatti per quella mirata collocazione, gli infermieri pur competenti vengono sbattuti in servizio attivo su turni, spesso senza alcun affiancamento soprattutto per i specifici servizi che nella sanità modenese sarebbe determinante monitorare e implementare. Gravissima e ormai cronica è l’emorragia di organico rimpinguato da iniezioni infinitesimali di 10/15 incarichi per esempio a copertura dell’emergenza estiva che copre il periodo da giugno al 30 settembre. I giovani candidati al concorso esclusi dopo aver assistito a procedure di selezioni pasticciate, informazioni rare e non sempre coerenti sono un esempio di coloro che rivendicano una trasparenza che in Ausl di Modena da tempo si agonia, si rivendica, ma mancano gli interlocutori e quindi si fanno spazio ipotesi di errori, negligenze che rimangono senza risposta e che certo denunciano ancora una volta che la gestione di importanti enti non può essere lasciata in mano alla politica e al “io speriamo che me la cavo”».

Roncone entra anche sul tema del ricorso al Tar, che ha reintegrato una ragazza: «Ci si rivolge al Tar, per ottenere una riammissione a prove concorsuali, ma perché costringere giovani alla ricerca di lavoro a rivolgersi ad un tribunale, sostenendo spese molto onerose, quando basterebbe condurre con competenza e trasparenza ogni procedura amministrativa, come quella di una preselezione di concorso? In Ausl a Modena purtroppo dapprima dell'arrivo di questa nuova direzione generale stiamo assistendo ad un rischioso declino del governo delle strutture, in termini amministrativi, assistenziali e clinici. Abbiamo bravi professionisti, direi una maggioranza che purtroppo possono agire secondo buon senso, con procedure antidiluviane, che non han tenuto conto degli stravolgimenti organizzativi di questi ultimi 5 anni». (d.b.)

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