«Comuni, tanti vantaggi dalla fusione»
Pavullo. In un incontro con i sindaci del territorio raccontata l’esperienza del super ente locale della Valsamoggia
PAVULLO. Primo faccia a faccia generale fra i comuni dell'Appennino sul progetto di fusione, e molto intenso. È andato in scena ieri pomeriggio presso la sede dell'Unione del Frignano in una sala gremita da sindaci, sindacati e associazioni di categoria, che da anni pongono la questione in agenda. Dietro al tavolo, l'assessore regionale a Bilancio e Riordino istituzionale Emma Petitti, la consigliera Luciana Serri, il presidente dell'Unione Romano Canovi e soprattutto lui, Daniele Ruscigno, sindaco del super-Comune della Valsamoggia nato a gennaio 2014 dalla fusione di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno, che ha fatto un appassionato excursus della sua esperienza. «Con 40mila abitanti – ha spiegato – siamo diventati il quarto Comune della Provincia di Bologna su 178 kmq di estensione. Abbiamo avuto 2,7 milioni di risparmi annui su un bilancio corrente di 22 milioni, più del 10%. Irpef e Tasi sono state ridotte di 640mila euro, e grazie anche ai contributi abbiamo predisposto un piano triennale di opere pubbliche da 30 milioni». Un quadro di indubbi benefici economici, ma anche istituzionali a suo giudizio: «È una favoletta quella che con la fusione scompaiono i campanili – ha osservato – io adesso ho molte risorse in più per intervenire a tutela del patrimonio territoriale. In municipio la gente trova gli stessi servizi: non si sono allontanati di un metro, ciò che si è accentrato è solo il back office, in una macchina ora molto semplificata”. E poi un lato politico: «Ora con le elezioni si va a doppio turno: non c'è egemonia ma in realtà abbiamo reso contendibile il territorio». Un quadro ascoltato con molta attenzione dalla platea, da cui sono poi arrivate domande e riflessioni. Il sindaco di Fiumalbo Mirto Campi, appena uscito dalla burrascosa bocciatura dello studio di fattibilità in Consiglio, ha chiesto se con la fusione sono arrivati vantaggi turistico-commerciali per il territorio, e Ruscigno ha parlato di maggiore attrattività generale, anche per le imprese. La collega di Riolunato Daniela Contri ha invece espresso perplessità su fattore distanze: «Qui si parla – ha detto – di un Comune di 175 chilometri quadrati. Qui nel Frignano siamo quasi a 700 e le periferie rischiano di essere molto più lontane dal centro». Convintissimo invece della necessità di intraprendere il cammino Corrado Ferroni (Pievepelago), reduce dalla delusione del no fiumalbino: «Diteci come dobbiamo superare il campanilismo: qui c'è gente che non si accorge che come piccoli Comuni siamo già morti, perché dallo Stato non abbiamo risorse». L'assessore Petitti ha esortato a far partire lo studio di fattibilità ora, finché sono previsti i contributi, sia che si decida per un ente a 10, due a 6 più 4 o tre ricalcati sui subambiti attuali. «Dev'essere un percorso partecipato» ha detto Serri. «Facciamolo a modo questo studio – ha chiosato Canovi – ma dopo decidiamo e andiamo avanti spediti».
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