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Il ministro: «Scelta di governance»

Baruffi interroga la Guidi che risponde: «Le attività e le tasse resteranno in Italia»

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Non il trasferimento delle attività o della residenza fiscale. Solo la possibilità di godere di una normativa più favorevole per la governance aziendale.

Queste le rassicurazioni che la Ferrari ha dato al Governo dopo le dichiarazioni di Sergio Marchionne sull'intenzione di trasferire la sede del Cavallino Rampante in Olanda. Nel paese del Nord Europa, infatti, c'è la possibilità del cosiddetto “voto multiplo” nei consigli di amministrazione. Sarebbe questa l'unica convenzienza che ufficialmente l'azienda ha fornito al Governo circa la strategia aziendale che sta facendo tanto discutere. Ed è questo che il Governo ha riferito in Parlamento rispondendo all'interrogazione presentata dal deputato modenese del Partito Democratico Davide Baruffi sulla questione.

«Parziale soddisfazione – afferma Baruffi – le risposte del Governo non fugano la preoccupazione per una decisione aziendale non condivisa in precedenza a livello istituzionale e sociale e dalle conseguenze ancora tutte da valutare. È vero che non viene messa in discussione la presenza di Ferrari spa in Italia, la progettazione, la produzione, anche la sede fiscale rimarranno qui. E questi sono senz’altro fatti positivi, sui quali peraltro non avevamo avuto dubbi fin dall’inizio. Ma Ferrari per l’Italia è qualcosa di più, è un marchio che ha un valore simbolico e immateriale mondiale». Il timore è che, anche dal solo trasferimento della sede legale, possa derivare un danno al momento non interamente quantificabile e prevedibile. «Per di più – ha aggiunto Baruffi – lo stesso Governo ha spiegato a FCA come con il decreto Competitività si sia già intervenuti sul voto multiplo e plurimo allineando la normativa italiana a quella europea e altre norme di favore per le imprese sono previste nel decreto Fiscale. Noi crediamo che della questione debba interessarsi direttamente lo stesso presidente del Consiglio, non ha un valore solo locale o regionale, ma l’eventuale trasferimento della sede legale di Ferrari avrebbe sicure ricadute nazionali».

Ha interrogato il Governo anche l'onorevole Sel Giovanni Paglia. «La risposta del Governo – dice – è stata un imbarazzante silenzio sul piano politico, una totale assenza di presa di posizione, che si è ridotta alla lettura di un laconico appunto emesso dall’Agenzia delle Entrate, che annuncia la non conoscenza dell’intenzione di trasferire la residenza fiscale. Un po’ poco, davanti a operazioni che coinvolgono il futuro e la storia dell’industria italiana». (f.b.)

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