Posti a rischio alla Cpl: verso lo stato di agitazione
Concordia. I sindacati: «Contro i 500 esuberi servono ammortizzatori sociali» Assemblea dei lavoratori che chiedono un tavolo di crisi e sollecitano il ministero
CONCORDIA. Stato di agitazione, con possibili iniziative di lotta a breve termine, qualora la vicenda Cpl Concordia non si sbloccherà dal punto di vista occupazionale. I lavoratori della cooperativa della Bassa Modenese, da tre mesi al centro di un'imponente inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti di vari dirigenti, tra cui l'ex presidente Roberto Casari, sono preoccupati. Un appalto, quello per la metanizzazione dell'isola di Ischia, che ha scoperchiato un sistema di tangenti su cui i magistrati stanno indagando da mesi e che ha innescato una reazione a catena che ha finito col travolgere anche i 1800 tra soci e lavoratori. Nell'ultima assemblea dei soci, infatti, la nuova dirigenza di Cpl ha parlato di 500 esuberi. Ma il sindacato non ci sta a parlare di “eccedenze”. Per loro la parola chiave è “conservazione”, quella dei posti di lavoro, che dovrà necessariamente passare per gli ammortizzatori sociali. Il problema è che Cpl è radicata in più regioni e la soluzione regionale non è percorribile. «Nel tavolo regionale – hanno spiegato i sindacati Cgil-Cisl-Uil e le categorie dei meccanici, edili e chimici, all'assemblea dei lavoratori – è stata condivisa la difficile percorribilità di soluzioni a livello regionale e quindi l’esigenza di avviare un tavolo di crisi nazionale per ricercare l’ammortizzatore adeguato». Esigenza che è stata condivisa anche dai lavoratori in assemblea (che si è svolta ieri, anche in videoconferenza con gli altri territori della Penisola in cui la cooperativa è presente), dove si è deciso che se la situazione non si dovesse sbloccare in tempi rapidi, si metteranno in atto iniziative per sollecitare il ministero del Lavoro. La situazione è più che complessa, i tempi della reale “ripresa” sembrano lontani: la cooperativa, infatti, è interessata da un'interdittiva antimafia che di fatto blocca la partecipazione ad ogni appalto, i tempi di rientro nella white list sono incerti e, in uno scenario non certo roseo, il ministero del Lavoro non dà risposte. «Nei giorni scorsi, Cgil-Cisl-Uil regionali – spiegano i sindacati – avevano già provveduto ad inviare formale richiesta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti sostenendo la necessità di un ammortizzatore nazionale. Tale richiesta è stata replicata in questi giorni anche dai sindacati di categoria nazionali e nei prossimi giorni sarà fatta anche dalla Regione Emilia-Romagna. I lavoratori hanno manifestato forte preoccupazione per il loro futuro e si aspettano che le istituzioni si facciano carico del problema trovando soluzioni».
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