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«Sestola affossa il giudice di pace»

«Sestola affossa il giudice di pace»

Impossibile il ritorno del servizio a Pavullo dopo il voto nel Comune di Bonucchi

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PAVULLO. Già nei giorni scorsi si profilava in salita il ritorno del giudice di pace a Pavullo, nonostante l'approvazione della mozione Gianelli in Consiglio comunale. E ora che dal sindaco di Sestola Marco Bonucchi è arrivato ufficialmente un no sembra praticamente impossibile, perché viene a mancare quell’unanimità fra i Comuni dell'Unione più Montese che è condizione indispensabile per sottoporre la richiesta al Ministero. Richiesta che è subordinata alla disponibilità da parte dell'Unione stessa al pagamento di spese d'affitto e di personale, aspetto che anche il sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei ha criticato. Ieri Romano Canovi, in qualità di sindaco di Pavullo e presidente dell'Unione è stato categorico: «Con la decisione del Consiglio comunale di Sestola - ha detto - si è messa una pietra sopra alla possibilità di avere di nuovo l’ufficio del Giudice di Pace a Pavullo, a servizio di tutto il Frignano, e si è di fatto tolto ogni spazio di manovra sia all’Unione dei Comuni, sia al suo presidente». Canovi ha ricordato che i sindaci erano informati da tempo sui costi dell’operazione, 102mila euro, di cui 40mila li avrebbe messi Pavullo, 20mila Serramazzoni e il resto da dividere in proporzione fra gli altri nove Comuni. Non una gran cifra in fondo, ma da Sestola è stata sollevata anche la questione di principio che non è giusto fare pagare agli enti locali ciò che lo Stato non garantisce. «Tutti - ha continuato Canovi - hanno criticato la scelta di scaricare sugli enti locali i costi del funzionamento dell’ufficio, ma quella che ha prevalso è stata la consapevolezza di voler garantire ai cittadini del Frignano un servizio importante, senza costringerli a trasferirsi fino a Modena, con i disagi che gli abitanti della montagna conoscono alla perfezione. Diverso, invece, l’atteggiamento del sindaco di Polinago, che dice sì di essere contrario, ma che porterà l’argomento in Consiglio comunale e che è disponibile a valutare la possibilità di mutare il suo giudizio di fronte a sollecitazioni giustificate. Al netto delle discussioni rimane una verità: la strada per riavere il servizio è sbarrata. Sarà mia cura, già nei prossimi giorni, comunque, verificare tutte le strade possibili per recuperare la situazione». Sestola e Pavullo si ritrovano così su fronti opposti, com'era accaduto anni fa sulla questione della polizia municipale, con l'uscita dal Corpo unico. Ma nei mesi scorsi si era ritrovata la sintonia che aveva permesso il rientro. Ora un nuovo casus belli che richiederà altro sforzo diplomatico. (d.m.)

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