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Spese pazze e vitalizi le due battaglie di Matteo Richetti

A Roma presenta legge per togliere privilegi ai parlamentari A Bologna, con Vecchi, si difende dall’accusa di peculato

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Dal processo per le spese incautamente sostenute a carico della collettività, alla nuova battaglia per l’abolizione dei vitalizi. Questa volta quelli di tutti i parlamentari. Sono i due fronti che hanno visto impegnato ieri il parlamentare modenese Matteo Richetti. Mentre a Bologna il suo avvocato partecipava alla prima udienza che lo vede, insieme a 15 ex consiglieri regionali Pd, imputato per peculato, lui a Roma presentava un progetto di legge che prevede l’abolizione del vitalizio a tutti.

ANNUNCIO VIA FACEBOOK. È stato lo stesso Richetti a dare l’annuncio: «Oggi ho depositato un progetto di legge che prevede l'abolizione del vitalizio a tutti. Parlamentari attuali, passati e futuri. Consiglieri regionali attuali, passati e futuri. - ha scritto su Facebook - È finito il tempo dei “pannicelli caldi”. L'ho fatto in Regione Emilia Romagna, appena eletto Presidente dell'Assemblea cinque anni fa, rinunciando per primo all'assegno vitalizio. Lo faccio da Parlamentare, sapendo che tanto è stato fatto, che oggi questo privilegio non esiste più per chi viene eletto, ma ritenendo inaccettabile che si continuino a pagare cifre spropositate senza alcun collegamento con quanto versato».

Per provare che quanto scrive non sono parole al vento, Richetti (deputato Pd) ha allegato per intero le foto del progetto di legge presentato. «Il progetto di legge prevede il ricalcolo per tutti con il sistema contributivo. Semplice: si prende il versato, si calcola il montante contributivo con i coefficienti della Fornero e si ricava la pensione a cui si ha diritto. Come per tutti i lavoratori. Ovviamente questo porterà ad una drastica riduzione degli assegni erogati, ma non viene leso nessun diritto acquisito. Piuttosto si cancella un privilegio e si riafferma il principio costituzionale di uguaglianza tra i cittadini».

GRANA PECULATO. Intanto a Bologna il suo legale si prepara a chiedere il rito abbreviato nel processo a carico di 16 ex-consiglieri (oltre a lui c’è anche l’altro modenese Luciano Vecchi) imputati per peculato, per le spese dei gruppi tra 2010 e 2011.

«Vogliamo che la vicenda si definisca rapidamente. - ha detto l'avvocato Bottiglioni, difensore di Richetti. - Siamo fiduciosi che le argomentazioni che abbiamo portato possano essere accolte dal giudice». La fretta del deputato è comprensibile. Per Richetti questo processo rappresenta un freno non piccolo alla sua attività politica che negli ultimi periodi ne sta inevitabilmente risentendo. Il processo si è però aperto con l'intoppo di un faldone smarrito. Il fascicolo “scomparso”, è di circa mille pagine, riguarda tre posizioni, tra cui anche quella del parlamentare Matteo Richetti: si conta di ritrovarlo per le prossime udienze.

Intanto in sei hanno chiesto di essere interrogati.

Il primo ad essere sentito dal giudice Letizio Magliaro è stato Luciano Vecchi, ex consigliere e in seguito anche assessore regionale. A condurre il contro-esame per l'accusa era presente in aula il procuratore aggiunto Valter Giovannini.

VECCHI: IO SONO IN REGOLA. A quanto si apprende il modenese Luciano Vecchi - che si era già fatto interrogare dopo aver ricevuto l'avviso di fine indagine, dove gli sono contestate spese per circa 12mila euro - ha sostenuto di aver richiesto i rimborsi in perfetta sintonia con la propria attività di consigliere regionale.

Il pubblico ministero gli ha anche domandato se qualcuno gli avesse in origine detto come spendere i fondi ed entro quali limiti restare e Vecchi avrebbe risposto in maniera affermativa, pur aggiungendo di non averne memoria, quando gli è stato chiesto di fare il nome della persona in questione. Vecchi avrebbe anche riferito che non aveva un'agenda dove scriveva i propri impegni e che per ricordarli utilizzava dei foglietti. Lunedì saranno interrogati Roberto Piva (difeso dall'avvocato Guido Magnisi), Gabriele Ferrari e Marco Carini. Dopo l'estate toccherà a Valdimiro Fiammenghi e Roberto Garbi (assistito dall'avvocato Salvatore Tesoriero).

Nessun altro, a parte Richetti, per il momento ha anticipato richieste di riti alternativi, né la Regione Emilia-Romagna, presente in qualità di persona offesa e rappresentata dall'avvocato Mariano Rossetti, ha chiesto di costituirsi parte civile.

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