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Webcam nella maglietta per truccare i quiz patente

Webcam nella maglietta per truccare i quiz patente

La polizia stradale denuncia 5 pakistani scoperti con microcamere e auricolari Trasmettevano le immagini alla “mente” esterna che suggeriva loro le risposte

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Il suo sistema era già ben oliato: vende le risposte ai quiz per la patente a un candidato straniero che ignora l’italiano stando fuori dalla Motorizzazione. Ma questa volta l’organizzatore - già scoperto in passato - ha dato il meglio di sé a livello tecnologico. Con un minuscolo forellino sulla maglietta e un cellulare attaccato all’interno all’altezza del petto e l’occhio delle videocamera rivolto sul foro, i candidati “bari” riuscivano a trasmettere le immagini della pagina con i quiz e a ricevere le risposte tramite auricolare collegato al bluthoot.

La polizia stradale di Modena, con una ormai solida esperienza alle spalle in questo tipo di reato, è riuscita ieri mattina a scoprire ben cinque candidati pakistani che usavano tutti lo steso metodo e li ha denunciati per falso ideologico in concorso e presto potrebbe anche estendere la denuncia al reato di truffa.

Chi rispondeva e organizzava questo sistema è riuscito a sfuggire: gli agenti sono usciti sul piazzale, ma la “mente” aveva già intuito cosa succedeva da quanto veniva trasmesso ed era già scappata. Si tratta di un italiano, come spiegato dai cinque pakistani, e ora è ricercato. Per individuarlo verranno ovviamente usati i numeri di cellulare collegati a quelli degli smart phone sequestrati ai candidati.

Nei guai sono finiti A.S., 31enne residente a Carpi, A.A., 43enne residente a Carpi, A.R., 32enne residente a Bologna, H.M.A., 21enne residente a Calderara di Reno (Bologna) e infine Z.U., 24enne residente a Reggiolo. Il comandante della polizia stradale di Modena Francesco Berni Nasca, presentando l’esito di questa operazione, ha sottolineato l’ingegnosità dei collegamenti indicando i forellini nelle magliette, sotto il collo tra scritte delle griffe per il primo step della truffa: l’acquisizione delle immagini con i quiz; il secondo step, la comunicazione delle risposte, avveniva con un auricolare così piccolo che per due dei tre pakistani è stato necessario un intervento ospedaliero a Baggiovara: l’otorinolaringoiatra li ha estratti tanto erano incastrati.

Tutti e cinque hanno spiegato in modo confuso e in un italiano stentato che l’accordo con la “mente” prevedeva un pagamento per la prestazione se l’esame veniva superato. Di solito, ha spiegato la stradale, le cifre variano da 500 a mille euro. Il fatto è che i cinque non sanno neppure leggere correttamente in italian. Insomma, rischiavano di ottenere la patente di guida senza neanche conoscere il significato dei cartelli stradali e tanto meno il codice della strada. Un problema serio: proprio il trucco perché era noto, ieri mattina gli agenti erano mescolati al personale della motorizzazione per sorprendere questi candidati “speciali”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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