Gazzetta di Modena

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PATTO Con hera e iren

«Inceneritori accesi solo per la Regione»

«Inceneritori accesi solo per la Regione»

Raggiunta l’intesa tra Regione Emilia-Romagna e gestori degli impianti di termovalorizzazione Hera e Iren: tutti d’accordo nel limitare l’utilizzo degli impianti dimensionati per assicurare...

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Raggiunta l’intesa tra Regione Emilia-Romagna e gestori degli impianti di termovalorizzazione Hera e Iren: tutti d’accordo nel limitare l’utilizzo degli impianti dimensionati per assicurare esclusivamente l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione.

I rifiuti urbani, da fuori Regione, potranno essere trattati, nei limiti delle autorizzazioni esistenti o risultanti dalle valutazioni di impatto ambientale, esclusivamente per eventuali emergenze di durata limitata in un’ottica di solidarietà fra territori previa autorizzazione della Regione Emilia-Romagna.

«Con quest’accordo si superano le preoccupazioni dei cittadini e degli Enti locali conseguenti alle applicazioni dell’art. 35 del decreto Sblocca Italia», spiega l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo. «Stiamo dialogando con il Governo e i nostri parlamentari affinché una nuova strategia nazionale di gestione dei rifiuti si ispiri a questo senso di responsabilizzazione dei territori e delle aziende».

Legambiente Emilia-Romagna commenta l'annuncio dell'assessore Gazzolo dicendo di rimanere «cauta in attesa di leggere i dettagli della notizia» ma «esprime soddisfazione per l'accordo raggiunto, che, se fatto rispettare in maniera chiara e definitiva, segnerà il primo passo per un ritorno del primato della politica sulle multiutility nostrane, troppo spesso in antitesi con gli interessi di territori e cittadini. Nonostante il passo indietro fatto dai due colossi, resta la pessima figura rimediata agli occhi dei cittadini da Iren ed Hera».

Da Parma invece l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli rileva che Gazzolo non aggiunge nulla alla discussione che si sta facendo nel nostro territorio dove ai tempi della pianificazione stato siglato un patto tra l'azienda e gli enti locali che stabiliva tre regole ben precise: no ai rifiuti da fuori provincia, non sarà possibile bruciare più di 130.000 tonnellate/anno e tariffe allineate a quelle del 2008».

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