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Parco e spaccio di droga: scatta la controffensiva

di Stefano Totaro
Parco e spaccio di droga: scatta la controffensiva

Municipale, carabinieri e polizia intensificano passaggi e controlli in borghese L’obiettivo è colpire i vertici della “banda dei viali” che gestisce il mercato

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MODENA. Movida della droga dietro al teatro Storchi: c’è ogni sera, i gestori si alternano ma mantengono il target sempre di alto livello, la clientela è fissa ed occasionale. Insomma, la movida tiene, funziona, non viene corrosa da mode e dal tempo. Eppure i cittadini vorrebbero che non ci fosse, vorrebbero riappropriarsi del parco, abbandonare ogni timore e non fare slalom tra impalcature, nascondigli di droga, panchine occupate, via vai di biciclette, risse che si accendono e si spengono.

Le forze dell’ordine, polizia, municipale, carabinieri, vengono chiamate in causa e la domanda è ricorrente: “ma come, tutti sanno e non cambia mai niente?”. Le telecamere in rete con le centrali ci sono, una in particolare offre una ampia panoramica. I blitz ad ogni controllo vengono effettuati. In auto, in moto, a piedi, con o senza divise gli agenti e i militari arrivano, fermano, sequestrano piccoli quantitativi di droga, identificano, denunciano. Poi tutto torna daccapo.

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Sono dunque altre le strategie? A detta di polizia, carabinieri e municipale sì.

Dal comando di via Pico della Mirandola, comando dei Carabinieri, fanno sapere che esiste un lavoro ombra, poco spettacolare, senza sirene o spiegamento in strada di armi e manette. Un lavoro fatto di appostamenti, accertamenti, intercettazioni. Bisogna colpire in alto, i rifornitori, coloro che gestiscono il traffico.

Insomma, conta fino a domani prendere un piccolo spacciatore con una dose, denunciarlo per poi ritrovarselo di nuovo al posto di lavoro dopo un giorno.

Anche la polizia sta lavorando ai fianchi. Le numerose segnalazioni dei cittadini non fanno che confermare come da quell’area si diffondano anche una serie di reati correlati. Se andiamo infatti a vedere dove maggiormente avvengono scippi, piccole rapine, furti di bici o in auto, la fascia delle alterali dei viali è quella con più bandierine. Viene fatto notare dalla stessa polizia che se l’area intera fosse fruibile come in passato, il movimento di gente annienterebbe fisiologicamente la movida della droga. Il modus operandi più efficace è quello della paziente schedatura, del passaggio in borghese, dell’azione mirata una volta che c’è in ballo una grossa partita.

La polizia municipale ha ovviamente inserito nel turno notturno l’area dei viali e da tempo sono in atto passaggi di pattuglie a piedi e di agenti in borghese. La “banda dei viali”, a cui proprio la Municipale inferse colpi fondamentali, si è ricomposta, sostenendosi in uomini e rifornimenti anche grazie a ramificazioni con altre bande che gravitano in altre zone, dal Novi Sad ai Giardini ducali passando per via Poletti.

Un sistema di relazioni, appunto, nel quale la cosiddetta banda che gestisce la movida allo Storchi gioca un ruolo centrale nello spaccio di hascisc ed eroina e nelle connessioni con le organizzazioni di trafficanti. Dunque è necessario individuare gli uomini giusti, quelli che gestiscono, quelli che fanno affari, quelli che trattano la droga prima che questa si disperda in mille dosi lungo le strade. Per agire e rompere la rete bisogna bloccare chi tesse e getta le reti. Gli uomini delle forze dell’ordine, nei numeri, sono gli stessi se non di meno. Ma ci sono, assicurano dai comandi, e stanno combattendo silenziosamente.

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