«Rischio inesistente: no al porto d’armi»
Non basta aver portato in giro la pistola per 36 anni con l’autorizzazione. Soprattutto non basta fare l’avvocato. Se il rischio non è effettivo e non si è mai manifestato, il permesso per portare un’...
Non basta aver portato in giro la pistola per 36 anni con l’autorizzazione. Soprattutto non basta fare l’avvocato. Se il rischio non è effettivo e non si è mai manifestato, il permesso per portare un’arma può non essere rinnovato, come ha fatto la Prefettura di Modena. È quanto affermano nella loro sentenza i tre giudici del Tar di Bologna in merito al ricorso presentato da un avvocato modenese che in febbraio si è visto arrivare una notifica dalla Prefettura con la quale si annunciava che non sarebbe stato rinnovata la sua licenza per il porto d’armi. Secondo l’ufficio del Governo in viale Martiri, infatti, non ci sono le condizioni personali e professionali per l’avvocato modenese per giustificare la necessità di questo tipo di cautela.
L’avvocato ricorrente aveva fatto presente due punti nel suo ricorso. Primo: la Prefettura di Modena non aveva tenuto nel dovuto conto le sue ragioni. Soprattutto, sottolineava, la necessità del porto di pistola dovuto al fatto che esercita la sua professione, secondo lui, in un ambiente pericoloso, tra dogana e il campo valutario, e per questo è autorizzato a svolgere indagini difensive. Secondo: l’avvocato si lamentava del fatto che il no del prefetto è arrivato dopo ben 36 anni di autorizzazione a portare la pistola e oltretutto manca una motivazione adeguata al diniego. Ma il Tar di Bologna ha ritenuto non fondato il suo ricorso. Secondo i giudici, infatti, svolgere la professione di avvocato anche in capo penale - quindi essendo abilitato a indagini difensive - «non è ragione sufficiente per ritenere che il ricorrente sia esposto a un pericolo tale da giustificare l’autorizzazione. Il fatto che per anni sia stato autorizzato sugli stessi presupposti non è motivo idoneo ad impedire che la Prefettura possa cambiare orientamento, valutando più appropriatamente i requisiti di legge per concedere il provvedimento richiesto». Non solo. Il permesso dell’avvocato non ha avuto una continuità. Nel 1997, infatti la Prefettura di Modena aveva già negato il rinnovo, ma nel 2000 il provvedimento era stato annullato dal Tar e questa decisione, scrivono i giudici, probabilmente ha indotto la Prefettura di Modena a rinnovare l’autorizzazione per evitare altri contenziosi. La Prefettura, conclude il Tar, ha voluto sottolineare che il ricorrente non corre nessun rischio specifico che giustifichi il porto della pistola.
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