«Su quel palco la mia vita» Un’ovazione per Zorzi
Serramazzoni. Applausi per il pallavolista che ha portato in scena la sua storia Tanti i bambini, “stregati” dal gigante. Lui: «In me tutti si possono riconoscere»
SERRAMAZZONI.
È stato davvero uno spettacolo eccezionale quello offerto da Andrea Zorzi giovedì sera a Serra portando in scena “La leggenda del pallavolista volante”. Ovvero, il racconto della sua vita, dalla difficile adolescenza di provincia alla gloria mondiale che lo ha fatto passare alla storia come lo Zorro della generazione di fenomeni di Julio Velasco. C'è stato tutto nel racconto: dagli inizi incerti agli incredibili exploit in World League fino alla cocente delusione dell'argento olimpico di Atlanta '96 che segnò la fine del gruppo. Un gigante non solo in centimetri Zorzi, che è apparso perfettamente a suo agio nelle vesti di attore, mostrando grande capacità di contatto col pubblico grazie a spontaneità e abbondanti dosi di autoironia, come quando ha raccontato del febbrone che da ragazzo, dopo averlo costretto a letto per giorni, lo ha lasciato con 20 centimetri di più di gambe tanto che non si vedeva più allo specchio. Risate per più di due ore, grazie alla complicità della bravissima Beatrice Visibelli, ma anche riflessioni sportive e umane davanti a una platea che ha visto in prima fila i bambini del centro tennis. Chiusura con i saluti del sindaco Roberto Rubbiani e di Paola Forni, consigliere con delega al sociale, che ha voluto sul palco anche Rachele Barbieri, campionessa di ciclismo di Stella che ha vestito due volte la maglia azzurra. «Per me questa è un'esperienza affascinante e anche imprevista - ha sottolineato Zorzi - non avrei mai immaginato di salire su un palco per raccontare una storia di vittorie e sconfitte che mi fa piacere sia la mia, ma in cui tutti si possono riconoscere». (d.m.)
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