Villa Sorra, rivivono i fasti dell’impero napoleonico
Castelfranco. Pienone per la rievocazione storica nel complesso settecentesco Gli organizzatori: «Oggi la grande battaglia, ci aspettiamo cinquemila persone»
CASTELFRANCO. Ieri e oggi a Villa Sorra torna a vivere il passato. Merito dell'evento Napoleonica, organizzato dalle associazioni Aes Cranna e X Villa Sorra. «Abbiamo organizzato questa manifestazione per far vivere Villa Sorra ricordando i secoli in cui è stata costruita», dice Andrea Ferretti, co-organizzatore. Napoleonica, infatti, permette al pubblico di immergersi negli ambienti e nelle atmosfere del Diciottesimo e Diciannovesimo secolo, grazie al lavoro di artisti e rievocatori storici. I visitatori potranno così entrare in contatto con la vita e la cultura dell'epoca, tanto negli aspetti militari quanto in quelli culturali.
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«All'interno della villa settecentesca - dice Ferretti - sono state allestite didattiche incentrate sull'alimentazione, la cosmesi ed il vestiario; nel giardino romantico ottocentesco, invece, sono riprodotte da un lato scene militari, e dall'altro scene di pittura en plein air, banchetti ed esibizioni di musica classica». «Il giardino romantico - continua l'organizzatore Pietro Comeri - è stato anche teatro, ieri sera, del Gothic & Mystery Tour, di cui il 60% degli ingressi disponibili è stato venduto quasi subito. Questo tour è stato un vero e proprio viaggio tra le menti letterarie dell'epoca, da Foscolo a Byron, per intenderci. In particolare, è stata riprodotta “La Notte di Villa Diodati”, incontro tra scrittori romantici da cui sono nati Frankenstein ed il Vampiro, per merito dell'italiano Polidori».
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Nella villa, Alessia Giorda e Lucia Guadalupi mostrano l'alimentazione dell'epoca, «elaborata ma basata su ingredienti semplici ed antichi», mentre Mara Broglia ed Ilaria Varotti mostrano la cosmesi ed il vestiario, «aspetti che sono cambiati molto tra il Diciottesimo ed il Diciannovesimo secolo. Con la cosmesi si è passati ad ingredienti più salutari grazie alle scoperte mediche, mentre il vestiario è diventato più sobrio».
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Stefania De Piccoli e Mirco Sidoni, invece, mostrano originali di fibbie, monete e bottoni trovati sui campi di battaglia. «Il vestiario, per un soldato, era molto importante - dice Massimo Leonardi, nei panni di un gendarme francese - Lo distingueva dalla popolazione ed era pensato e realizzato per proteggerlo da freddo e malattie. Fare il soldato era un mestiere duro, ma permetteva di non morire di fame». «Questa manifestazione è una cosa fantastica, perché permette di apprezzare sfaccettature di tutte le epoche», dice Antonella Esposito, in visita con i nipoti.
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«Da noi in Romagna queste cose non ci sono», commenta un visitatore. «Il pubblico sta dimostrando di apprezzare l'iniziativa - dice Ferretti - infatti solo venerdì sera sono arrivate trecento persone; per la fine dell'evento puntiamo a farne cinquemila totali. Questa è la seconda edizione dell'evento, ma ci sentiamo come se questa fosse la prima vera edizione della manifestazione, visto che l'anno scorso, purtroppo, c'era stato un grosso temporale che ci aveva fortemente penalizzato. L'edizione di quest'anno si ricollega alla battaglia di Waterloo, di cui ricorre il bicentenario. Abbiamo avuto dibattiti a tema, tra cui un incontro con lo storico Franco Cardini. La grande battaglia di oggi, poi, sarà collegata alla campagna in Italia parallela a quella europea».
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