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Comparti Cisa Cerdisa: bonifica del sottosuolo

di Alfonso Scibona
Comparti Cisa Cerdisa: bonifica del sottosuolo

La convenzione firmata con il Comune dice che dovrà farsene carico la proprietà M5s preoccupato. Ma l’assessore all’Ambiente Sonia Pistoni dà rassicurazioni

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Quando si parla del comparto Cisa Cerdisa, in particolare ora che la firma dell'articolo 18 da parte delle imprese interessate al recupero dell'area sembra dare il via alla sua riqualificazione, emergono continue perplessità e i possibili problemi derivanti dall'inquinamento sopra e sottosuolo.

È successo anche nei giorni scorsi, con il Movimento 5 stelle di Sassuolo a chiedere lumi all'assessorato all'ambiente. Specialmente dopo il sequestro di una parte dell'area nel 2013, ad opera della Guardia di finanza di Rmini, atterrata sul posto durante una ricognizione in elicottero, si è portati a pensare che siamo in un luogo che costituisce una potenziale bomba ecologica. Ma per l'assessore all'ambiente Sonia Pistoni ora non è più così.

«Esistono due comparti, ex Cisa 1 che è interamente in territorio di Sassuolo ed è stato oggetto del sequestro; ex Cisa Cerdisa 2 che, invece, è prevalentemente in territorio fioranese. Sul secondo fu avviata una convenzione, con Fiorano capofila, per l'eliminazione delle coperture in amianto, operazione che è stata completata nel 2014: i tetti sono stati prima incapsulati e poi asportati a norma di legge e ora nell'area non ci sono inquinanti in superficie, poiché non era oggetto di stoccaggio all'interno dei capannoni».

Ma anche la seconda area, nel frattempo dissequestrata, non desta preoccupazioni secondo l'assessore: «Nel 2014 si è provveduto al ripristino dei luoghi con smaltimento dei rifiuti contenuti nei capannoni secondo le procedure corrette, incapsulamento dei tetti in amianto che destavano preoccupazioni e monitoraggio triennale degli altri».

L'area insomma è adeguatamente vigilata e monitorata e il completamento delle operazioni di riqualificazione avverrà ovviamente con la futura demolizione e avvio alla riqualificazione, come da convenzione sottoscritta proprio il 30 giugno scorso.

Resta il problema del sottosuolo, che, sostiene il Movimento 5 stelle, potrà riservare sorprese in termini di rifiuti industriali e avrebbe dovuto essere oggetto di oppportuni carotaggi. Ma è la convenzione firmata a stabilire che della qualità del sottosuolo si occuperà la proprietà: «In base all'accordo la proprietà si impegna ad effettuare le necessarie indagini per la qualità dei terreni del comparto di Sassuolo e Fiorano e a sottoporre alle amministrazioni comunali i risultati, secondo i tempi e le modalità definite dai Comuni. In caso risultasse la presenza, in tali aree, di residui di fanghi ceramici o altre sostanze ritenute dannose per la salute e l'ambiente, la proprietà delle aree si impegna a predisporre un piano di bonifica da sottoporre agli organi competenti per l'approvazione di eventuali interventi da attuarsi, con modalità e tempistiche condivise con gli enti stessi».

Entro il 30 giugno del prossimo anno anche il primo stralcio delle eventuali operazioni di bonifica dovrebbe essere compiuto.

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