Nella mappa dei siti inquinati di Arpa, Modena è terza in Emilia-Romagna
Un’indagine Arpa Emilia-Romagna ha contato 46 siti inquinati sul territorio provinciale di Modena, quasi uno a comune. Nel capoluogo sono 11 e la maggior parte riguarda punti vendita di carburante. Ecco tutti i Comuni interessati
MODENA. Quasi un sito contaminato in ogni nostro Comune. È lo spaccato offerto da un rapporto ad hoc, redatto dall’Arpa. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ne ha identificati 46 sul territorio provinciale, il terzo più inquinato in regione dopo Bologna (88) e Ravenna (66). In media se ne trovano sette ogni mille abitanti, contro i 17 della città dei leoni rampanti e i due di Rimini, la meno inquinata dell’Emilia Romagna con otto siti contaminati. Nella nostra pole position c’è Modena, seguita da Sassuolo, Fiorano, Carpi e Castelvetro. Nel capoluogo se ne trova complessivamente il 23,9%: ben undici. La maggior parte dei luoghi riguarda punti vendita di carburante: 24 (52,2% del totale). In classifica seguono siti industriali (19, 41,3% della fetta), concentrati soprattutto nel distretto ceramico.
LE SOSTANZE. Le tre cause incidentali rappresentano il rimanente 6,5% del quadro. I parametri più alterati nel nostro territorio sono relativi a concentrazioni nelle falde di ferro, manganese, ammoniaca, arsenico, cloruri, solfati, boro. Tra le cause, rifiuti interrati nelle aree già adibite all’estrazione, contaminazioni diffuse in falda e presenza d’idrocarburi, pesanti e leggeri. A Modena otto questioni (72,2%) riguardano il primo aspetto e tre (27,8%) il secondo.
LE AZIONI DI CONTRASTO. Nel documento sono indicate, se possibile, anche le azioni previste. Per il distributore di via Fanti 238 è stato previsto lo smantellamento delle cisterne e delle strutture interrate. L’area, confinata con un telo in polietilene ad alta densità (Hdpe), non comprenderà né la parte sul raccordo ferroviario in uso né quella a ridosso della strada. Non è stata inserita alcun’azione specifica per il distributore di via Emilia Est 11, la cui attività risulta sospesa. Tre gli interventi in programma per la parte occidentale della strada. Al civico 842 è stata disposta la messa in sicurezza per la falda e sarà presentato a breve il progetto di bonifica. In via Emilia Ovest 656 serviranno indagini integrative, mentre sono partiti i monitoraggi della falda per verificare l’effetto “rebound”. Al 374 prevista l’attivazione di sistemi di estrazione e trattamento delle acque sotterranee contaminate. Tra le operazioni previste al distributore di via Viazza di Ramo figurano la sostituzione del parco serbatoi, una futura analisi di rischio e alcuni monitoraggi dell’effetto “rebound”. Un’operazione prevista anche in quello di via Tre Olmi.
Estrazione e trattamento delle acque sono previste nel distributore di via Nonantolana 576. Nella stessa via ci sarà anche un intervento su uno stabilimento industriale. Il documento non riporta il civico, ma si apprende che l’area sarà isolata con teli Hdpe. Nella sede di via Pico della Mirandola 72 saranno attivate due barriere per il contenimento idraulico e il trattamento (anche in forma sperimentale). Infine, nello stradello Anesino (anche stavolta non c’è il civico) saranno rimossi hot spot e smalti. Sarà presentato un nuovo modello concettuale definitivo con analisi di rischio e messa in sicurezza permanente. Il rapporto è consultabile sul sito dell’Agenzia.
ECCO IL RAPPORTO ARPA COMPLETO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
