Gazzetta di Modena

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Nelle scuole divieto farsa

A Modena proibito ovunque, nei fatti si fa fuori dal cancello

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L'insegnante che, con voce severa, un plico di fogli sulla mano destra e una sigaretta nervosamente stretta tra pollice ed indice della sinistra, dice allo studente: «Non fumare in cortile» è credibile quanto l'assistente sociale che invita l'alcolista a non bere tracannando un litro e mezzo di Tavernello. Le parole, se portatrici di buoni insegnamenti, intrise di messaggi sani, forti, possono essere una grandissima risorsa. Nel caso in cui però non vengano seguite da fatti, ecco che si trasformano in un'arma a doppio taglio, capace di rivoltarsi contro chi la usa, specialmente se si ha a che fare con dei giovani. Ma andiamo con ordine. Fino a non più di vent'anni fa, qualunque professore poteva accendersi la sua bella sigaretta e fumarsela in classe o nei corridoi senza che nessuno gridasse allo scandalo. La prima vera tentata offensiva nei confronti di fumo e fumatori risale al 2003, con la famosa legge Sirchia che vietava il consumo di sigarette nei luoghi di lavoro ed in determinati spazi aperti. Dieci anni dopo, i risultati sembravano dare ragione al senatore promotore della legge: diminuzione del 18% della prevalenza dei fumatori (si è passati dal 23,8% del 2003 al 19,5% del 2014), riduzione dei ricoverati per infarto del 5% ogni anno e infine calo del 25% delle vendite dei prodotti del tabacco; così si decide di riprendere in mano il provvedimento, effettuando modifiche. Nel novembre del 2013 viene inserito dall'allora e attuale ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il divieto di fumare nelle scuole, anche durante l'intervallo in cortile. Per studenti e docenti una vera e propria rivoluzione, tra l'altro con questi ultimi incaricati di fare servizio di controllo e multare gli eventuali trasgressori della legge. Tantissimo fumo dunque, si, sulla carta però, perché dell'arrosto non se n'è vista l'ombra. La normativa sarà stata rispettata all'interno delle scuole per una/due settimane massimo; successivamente, insegnanti prima e studenti poi, hanno ripreso ad accendersi la loro bella bionda davanti ai vari istituti, limitandosi magari ad uscire appena fuori da quello che viene considerato vero e proprio perimetro del complesso scolastico per eludere la legge. In tutti gli istituti scolastici superiori di Modena, suonata la campana dell'intervallo, è possibile assistere alla medesima dinamica: una marea di studenti e professori che si riversa fuori dall'edificio per fumare nei cortili/spiazzali. I problemi sono essenzialmente due: lo studente se esce fuori dal cancello che delimita la scuola sta già violando la legge ancora prima di fumare, poiché i ragazzi non possono lasciare il complesso scolastico prima della fine delle lezioni. La seconda problematica riguarda gli insegnanti che possono sì usciree ma da un punto di vista etico l'azione è alquanto deplorevole. (a.d.c.)

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