Gazzetta di Modena

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«Un centro commerciale?» Le associazioni dicono no

di Serena Arbizzi
«Un centro commerciale?» Le associazioni dicono no

Gabrieli di Confesercenti: «La fase espansiva è finita, il Comune ne prenda atto» Forti perplessità da Lapam e Cna. Confcommercio: «Vediamo il progetto»

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Forti perplessità arrivano dal mondo delle associazioni di categoria dopo la notizia dell’esistenza di un progetto, già depositato in Comune, per la costruzione di un nuovo centro commerciale, senza superfici alimentari, in via dell’Industria, nell’area ricompresa tra il Borgogioioso e l’Autostrada. Tra le voci che si rincorrono sui soggetti interessati a costruire in quell’area, appare anche l’Ikea, da tempo interessata a Carpi e in particolare alla zona a ridosso dell’Autobrennero. «Forse qualcuno non ha ben chiaro cosa significa per il territorio la crisi che ha investito il commercio, per non parlare delle conseguenze del terremoto – esordisce così Raul Gabrieli, presidente di Confesercenti Terre D’argine – La fase espansiva della rete commerciale, e non ci stancheremo di ripeterlo, deve considerarsi esaurita. È già ampiamente pluralista e diversificata. E vale per il comune di Carpi come per l’intera provincia di Modena. Nessuno mette in dubbio – prosegue Gabrieli - che l’area interessata fa parte del Piano Operativo degli Investimento Commerciali, ma riteniamo sia giunto il momento anche e soprattutto alla luce della pesante flessione subita dai consumi negli ultimi sei anni, di iniziare a ragionare e riflettere sui piani urbanistici commerciali. L’area originariamente è stata destinata ad insediamenti commerciali non alimentari e tale deve rimanere in modo assoluto e senza deroghe di sorta, dato che diversi soggetti hanno mostrato il loro interesse. Dopo la deregulation del governo Monti si sta facendo passare il principio che si può aprire ovunque senza distinzione tra alimentari ed extra alimentari. Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale che questa distinzione rimanga. Perché se da un lato non è lesiva della libertà di concorrenza, trova però un reale fondamento sul diverso impatto che le due tipologie di esercizi hanno, non solo sul contesto economico ma anche sull’urbanistica e sulla viabilità di Carpi e del suo territorio. E un pizzico di coraggio in più da parte dell’amministrazione rispetto le questioni inerenti gli insediamenti di tipo commerciale di sicuro non guasterebbe». Anche la Lapam fa sapere di provare un certo scetticismo nei confronti del nuovo insediamento commerciale. Più possibilista il presidente di Confcommercio, Tommaso Leone: «Indubbiamente nutriamo perplessità al riguardo. Però aspettiamo di vedere il progetto, prima di fasciarci la testa. Inoltre, può darsi che serva molto tempo prima che il centro commerciale venga realizzato». Fortemente perplessa invece è Barbara Bulgarelli, direttrice Cna. «Abbiamo più volte fatto opposizione anche al centro commerciale all’Appalto e ribadiamo il nostro punto di vista – chiosa Bulgarelli – il piccolo commercio ci rimette sempre in situazioni di questo tipo».

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