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gruppo montorsi di vignola

Un distretto per il suino leggero

Un distretto per il suino leggero

Si lavora al progetto di un’associale di allevatori. Oltre 150 adesioni

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Ci sono grandi novità in vista per il Gruppo Montorsi di Vignola, sistema di aziende specializzate nella lavorazione di carne di maiale e nel food in genere che fa capo all’imprenditore vignolese Pier Luigi Montorsi. Dopo l’annuncio fatto nei giorni scorsi, in cui Montorsi ha manifestato la sua ferma volontà di volere creare un vero e proprio distretto per l’allevamento del suino leggero tra Emilia Romagna e Lombardia, ora l’imprenditore vignolese fa un primo bilancio e annuncia la presentazione in grande stile del suo progetto per il prossimo ottobre. «Come sanno coloro che lavorano nel settore della carne - spiega Montorsi - l’Italia è fortemente deficitaria dal punto di vista della produzione di carne di maiale, dal momento che le manca una quota di circa l’80%, alla quale sopperisce tramite le importazioni dall’estero. Pressoché inesistente, peraltro, è l’allevamento di suino leggero (ovvero un suino che viene macellato attorno ai 110 chilogrammi, rispetto al suino pesante che viene macellato dai 160 chili in su), molto più redditizio per un allevatore rispetto al suino pesante. L’attuale situazione, quindi, vede diversi paesi produttori di suino leggero arricchirsi ai danni dell’Italia, costretta a importare questa carne per soddisfare al fabbisogno interno. È quindi mia intenzione creare una grande associazione di allevatori di suino leggero tra Emilia Romagna, Lombardia e altre regioni, per avviare anche da noi in grande stile l’allevamento del suino leggero. Ad oggi - prosegue Montorsi - ho già raccolto oltre 150 adesioni da parte di allevatori interessati al progetto, ma ovviamente siamo aperti anche ad altre adesioni e a fornire tutte le istruzioni necessarie. Per informazioni si può scrivere una mail all’indirizzo andrea.corneta@gmail.com. Nelle nostre intenzioni, c’è la volontà di partire con la costituzione di un’associazione ad hoc già dal prossimo mese di settembre, anche se la presentazione ufficiale sarà probabilmente organizzata in ottobre a Cremona, una delle province a maggiore vocazione suinicola di tutta Italia. Il nostro Paese - conclude l’imprenditore vignolese - ha bisogno di ritornare a un allevamento suino di qualità e redditizio. Troppo spesso, negli ultimi anni, le stalle sono diventate delle tavernette. Le nuove tecnologie consentono lo smaltimento degli scarti animali ad impatto ambientale zero, tramite impianti altamente innovativi che dagli scarti animali generano bioenergie e concime di qualità. Ci sono potenzialmente migliaia di posti di lavoro in più in ballo e milioni di euro di contributi a favore degli allevatori messi a disposizione dall’Unione Europea». (m.ped.)

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