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Addio a Fabbri re degli imballaggi

di Marco Pederzoli
Addio a Fabbri re degli imballaggi

Mecenate oggi avrebbe compiuto 87 anni. Fondò il Gruppo industriale poi ceduto quattro anni fa. Ha realizzato il teatro

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VIGNOLA. Si è spento venerdì scorso, all’ospedale di Baggiovara, il cav. Ermanno Fabbri, imprenditore vignolese per decenni a capo dell’omonimo Gruppo, specializzato nella progettazione e realizzazione di macchine e pellicole per prodotti alimentari e riviste. La notizia del decesso è stata resa nota soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che si era svolta la cerimonia funebre in forma strettamente privata, presso la cappella del cimitero di Vignola. Ermanno Fabbri aveva 86 anni; ne avrebbe compiuti 87 proprio oggi, essendo nato il 14 luglio 1928. Lascia la moglie Vanna e le figlie Cristina e Franca.

Appena la notizia della sua morte ha cominciato a circolare a Vignola e dintorni, è stato grande il cordoglio tra i dipendenti e gli ex dipendenti di quello che è stato il suo Gruppo fino al 2011, e che oggi porta ancora il suo nome, pur essendo attualmente in mano a un fondo d’investimento internazionale. Il Gruppo Fabbri, che attualmente conta 500 dipendenti e 150 brevetti internazionali, con una presenza in oltre 70 Paesi del mondo, 3 stabilimenti produttivi (Italia e Svizzera), quattro filiali estere (Francia, Germania, UK, Svizzera) e una in Italia (Milano), ha scritto decenni di storia imprenditoriale vignolese. Le origini del gruppo risalgono addirittura agli Anni Trenta, quando Ennio Fabbri, padre di Ermanno, rileva una piccola tipografia che si chiamava “Antonio Monti”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la tipografia si trasforma in “Fabbri – Arti Grafiche” e vede l’installazione della prima rotativa flessografica e rotocalco per la stampa di imballaggi per frutta e agrumi. Rapidamente, l’azienda allarga il proprio business in tutta Italia con la produzione di diversi tipi di imballaggi. Arrivano gli anni del boom economico italiano, e la Fabbri è ancora protagonista; nel 1960 nasce infatti la Automac, che subito studia una macchina per avvolgere automaticamente con carta speciale paraffinata gli agrumi. Sempre Automac, nel 1963, è protagonista con il lancio sul mercato delle macchine automatiche per l’impiego dei film retraibili nelle confezioni di libri, giornali e riviste. Già negli Anni Settanta l’azienda vignolese inizia ad investire in Svizzera e, tra Anni Settanta e Ottanta, arriva l’installazione di vere e proprie basi commerciali in Germania, Francia e Spagna. Il Gruppo Fabbri stava diventando sempre più un impero. Negli Anni Ottanta, vede la luce anche la Awax, un’altra azienda del gruppo per la ricerca e progettazione di macchine, sistemi e tecnologie che integrano l’elettronica alla meccanica nel settore dell’automazione. Negli Anni Novanta, proprio dagli studi Awax nasce Elixa, un altro prodigio del Gruppo: si tratta di una macchina in grado di imballare tutti i prodotti freschi dei supermercati. Arriva quindi un’ulteriore espansione nelle Americhe e nel Lontano Oriente. Il resto è storia recente: nel 2011 il Gruppo Fabbri passa di mano alla famiglia Chiarva, di origini piemontesi. A inizio 2014, tutto il lavoro svolto ha permesso al fondo Igi Investimenti Quattro e alla famiglia Chiarva di cedere la maggioranza di Gruppo Fabbri ad un fondo di investimento internazionale.

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